Atletica, Gori insegna la corsa ‘da ciechi’ ai detenuti del San Giorgio

ATLETICA - Nei giorni scorsi Stefano Gori, reduce da una tripletta tricolore a Grosseto ai recenti Campionati Italiani, si è recato presso la Casa Circondariale di S.Giorgio dove ha incontrato un gruppo di detenuti.

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Gori

Questo era il suo secondo appuntamento nella realtùà carceraria ed è stato accompagnato da Framcesco Niccoli, sua guida della Virtus Lucca, da Massimiliano Andreoni, animatore del Gruppo Volontari Carcere. Con loro due istruttori della Libertas Lucca, Matteo e Tommaso, che da alcuni anni seguono i carcerati in un percorso di psicomotricità.

Stavolta, alla presenza di circa dieci detenuti, Stefano ha voluto far provare loro le sensazioni del correre bendati, dell’accompagnare un atleta bendato e del correre da soli, solo ascoltando la voce della guida.Molte, come sempre le domande che hanno preceduto “la prova pratica”

Ovviamente ha dimostrato lui stesso come si fa per poi consentire al “suo” pubblico di cimentarsi in queste prove e anche in piccoli scatti, partenze e corsa in slalom.

“Vorrei ringraziare il direttore del Carcere, dottor Francesco Ruello e la responsabile pedagogica dott.sa Fabiola Giannecchini che hanno anche attivamente partecipato agli esercizi, per questa opportunità con la speranza – spiega Gori – di poter a breve tornare in visita presentando alcuni filmati in cui sono protagonista per far meglio comprendere le difficoltà di questa attività sportiva, ma anche tutti i piccoli grandi problemi che affrontiamo ogni giorno, a cominciare, nonostante le tante leggi, dalle barriere architettoniche. Barriere insuperabili a volte, come quelle mentali che impediscono ai nostri politici di mettere in pratica politiche a misura di bambini, anziani e disabili, come invece avviene da quasi mezzo secolo nel resto dell’Europa.”

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