In carcere il cacciatore, ancora grave l’operaio ferito a Vitiana

COREGLIA - E' stato un 58enne di Ghivizzano, Marco Zappelli, ad aver sparato il colpo di fucile che ha gravemente ferito Gianfranco Barsi a Vitiana. Zappelli si è presentato domenica pomeriggio ai carabinieri di Coreglia.

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Successivamente è stato portato al comando provinciale di Cortile degli Svizzeri, dove è stato ascoltato dal sostituto Antonio Mariotti. Infine per lui è stato disposto lo stato di fermo ed adesso si trova nel carcere di San Giorgio, con l’accusa di tentato omicidio.

L’uomo nella sua dichiarazione spontanea avrebbe ammesso di aver fatto fuoco quel pomeriggio mentre si trovava nell’oliveto di Barsi ma poi di fronte alle richieste di chiarimento degli inquirenti si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere, senza fornire altri particolari sui motivi e sull’esatta dinamica di quanto accaduto.

Al momento quindi non cambia quindi la ricostruzione di quanto accaduto effettuata già sabato scorso. Zappelli, che stava cacciando, è entrato nel terreno di proprietà di Barsi, che invece stava lavorando nell’oliveto, insieme al figlio. L’operaio della Cartiera Tronchetti gli avrebbe intimato di allontanarsi. Ne sarebbe seguito un rapido scambio di frasi e gli spari del cacciatore.

Adesso si attende l’udienza di convalida del fermo. Intanto, a Pisa, dove è ricoverato all’ospedale di Cisanello, rimangono stabili ma critiche le condizioni di Barsi, colpito al collo dal colpo di fucile sparato da Barsi.

 

Commenti

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  1. Non ho parole,siamo stati colleghi in EuroVast.Troppe armi in mano a dei citrulli.

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