Firenze, legge riforma Asl; scontri davanti al palazzo della Regione – Il video

FIRENZE - Momenti di tensione e manganellate nel corso del presidio dei Comitati contro la riforma delle Asl martedì a Firenze. Erano presenti anche i comitati della Versilia "Diamo voce al cittadino" e "Lucca per una sanità migliore".

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Il presidio era stato organizzato in occasione della prima seduta del consiglio regionale per l’approvazione della nuova legge che prevede l’accorpamento delle Asl, ribattezzata “legge anti referendum” dai comitati, che chiedono invece una consultazione referendaria sulla riforma perchè ritengono che porterà ad un peggioramento dei servizi sanitari.

Le immagini sono state girate dalla lucchese Sara Papeschi, figlia del medico Raffaello Papeschi, fondatore del comitato lucchese, recentemente scomparso. Le riprese documentano come Palazzo Panciatichi fosse presidiato dai carabinieri in assetto antisommossa per impedire l’ingresso dei manifestanti, che chiedevano di entrare per assistere alla seduta consiliare. Uno dei responsabili dei comitati annuncia un tentativo di sfondamento del cordone di sicurezza. I carabinieri ovviamente non arretrano e volano calci e manganellate, con un manifestante che finisce anche a terra. Solo successivamente sarà consentito l’accesso al palazzo regionale ad una delegazione dei comitati.

Il presidente del consiglio regionale Giani ha stabilito che i lavori del consiglio proseguiranno ad oltranza, anche la notte, per approvare la nuova legge entro la fine dell’anno. Contemporaneamente però il presidente Enrico Rossi dice di non temere il referendum e il consigliere Bambagioni accusa i comitati di non proporre ricette alternative.

In strada, in segno di solidarietà con i manifestanti, è scesa una delegazione di esponenti lucchesi del centrodestra, tra cui la consigliere regionale versiliese Elisa Montemagni e il sindaco di Fabbriche di Vergemoli Michele Giannini.

Commenti

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  1. Una doverosa precisazione. In veste di Delegato del Comitato avevo da 15 giorni avvertito il Presidente Giani che una nostra delegazione sarebbe stata ospitata nelle aule dei Partiti di opposizione, in attesa di poterlo incontrare. Il Presidente doveva rendere conto dell’impegno a lui dato dal consiglio Regionale in merito alla conclusione dell’iter referendario. Nessuna richiesta di accedere all’aula del Consiglio. Non era di nostro interesse.Volevamo entrare, alcuni, come me, già in possesso del PASS, per accedere alle aule autorizzate dai Partiti. Non entrare pregiudicava la possibilità dell’incontro con Giani. Da qui il tentativo di ingresso forzato, anche a rischio di essere “manganellati”. Dovevamo ricevere risposte! Non si organizza una manifestazione senza ottenere risposte. In quei momenti abbiamo visto il rifiuto all’ascolto. Se Giani era intenzionato a non incontrarci poteva dircelo nella miriade di mail intercorse. Comunque alla fine siamo entrati anche se con delegazione ridotta e facendo leva sui Consiglieri dell’opposizione. Ma non finisce qui…

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