Rally Adriatico, la prima del CIR sulla terra. E’ sfida aperta ad Ucci

MOTORI - Dopo il tragico epilogo del Targa Florio il CIR 2017 propone il quarto appuntamento stagionale con la 24esima edizione del rally dell'Adtriatico, prima prova stagionale su terra. Si riparte con Paolo Andreucci saldamente al comando ma coi vari Campedelli e Scandola ancora vogliosi di recuperare il terreno perduto. Lo scorso anno proprio nelle Marche cominciarono i problemi di Ucci.

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Voglia di rally e di ricominciare dopo quanto accaduto alla Targa Florio. Si riparte con il 24° Rally Adriatico, in programma dal 12 al 14 maggio, e valido come il quarto appuntamento del CIR nonchè il secondo del tricolore Rally Terra, che ha preso il via dalla Coppa Liburna. La gara, organizzata da PRS Group, che grazie al sempre convinto sostegno dell’Amministrazione Comunale di Cingoli, ha confermato il quartier generale proprio sul “Tetto delle Marche”. La corsa sarà caratterizzata da un percorso più lungo rispetto alle passate edizioni, ciò per adeguarlo alle nuove normative Federali che prevedono 10 chilometri in più di distanza competitiva. Riparte anche la lotta per il titolo tricolore che vede Paolo Andreucci saldamente al comando ma con Campedelli e Scandola che proveranno a ricucire lo strappo dal campione garfagnino. Il programma agonistico prevede 9 PS per la prima tappa, con inserita anche la “piesse” spettacolo (l’ultima della prima giornata) e 6 per la seconda. Il tracciato di gara é stato quindi in parte rivisitato ma non in modo radicale, i celebri sterrati marchigiani, daranno ancora modo di creare una gara di alto spessore e di forti contenuti tecnico-sportivi. La distanza totale della gara é di 600 chilometri, di cui 132 di Prove Speciali. A ruota della riconferma di Cingoli ancora a “capitale” della “terra italiana” si ha di nuovo Jesi come il “cuore” dei due giorni di sfide, con il Parco Assistenza e viene riconfermata la cerimonia di partenza da Senigallia, provata lo scorso anno con grande successo. Per la cronaca nel 2016 s’impose Scandola sulla Skoda Fabia e per Andreucci proprio sugli insidiosi sterrati marchigiani cominciarono i problemi.

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