L’arte fa riaprire (per un giorno) la Torre Matilde

VIAREGGIO - Una donna in catene, il suono delle percussioni, un uomo mascherato e un angelo di bianco vestito. Si è aperto con una suggestiva performance sulla violenza di genere il quarto appuntamento con OperArTasa, ospitato in una finalmente ritrovata Torre Matilde.

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L’arte che conquista gli spazi e li libera, li rende protagonisti di giornate-evento in cui condividere emozioni ed espressività, questo l’obiettivo di Fabrizio Gatta, organizzatore dell’evento che ha visto decine di artisti esporre nelle sale della Torre Matilde e altrettanti portare le loro performance, teatrali e musicali.

Sulle pareti dell’antica prigione simbolo di Viareggio (purtroppo chiusa da tempo) sono state appese moltissime opere degli artisti aderenti ad OperArTasa. Dopo la performance sulla lotta alla violenza di genere legata al progetto “Stop Violence Against Women” di Daniela Rambaldi, durante il pomeriggio è stato proiettato un rarissimo filmato del 1916 su Viareggio mentre la storica Marilena Cheli Tomei ha raccontato la storia della Torre Matilde, e a concludere l’esibizione del meraviglioso coro gospel The Rising Sound.

“Siamo sulla giusta strada – spiega un soddisfatto Fabrizio Gatta – ringrazio l’amministrazione per aver permesso questo percorso che sta diventando un vero modello, un nuovo modo di fare e vivere l’arte”.

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