Il Ghiviborgo vuole la rivincita, ma il Real Forte è un treno in corsa

CALCIO D - La squadra di Simone Venturi vuol vendicare la sconfitta (0-2) patita nel match di andata giocato al Bui di S.Giuliano Terme. Ma la formazione versiliese allenata da Francesco Buglio è la più in forma del campionato e ha messo nel mirino le prime due Ponsacco e Sanremese. Biancorossazzurri privi dello squalificato Rubechini.

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A due settimane dal derby col Viareggio, finito 2 a 2, il Ghiviborgo ci riprova. Ma stavolta allo stadio delle Terme di Bagni di Lucca sale una squadra forse ancora più pericolosa e forte di quanto non sia stata la compagine zebrata. In effetti il Real Forte Querceta si propone come la squadra del momento, capace esattamente 15 giorni fa di interrompere l’imbattibilità stagionale del Ponsacco. Ormai Chianese & C, si sono portati a ridosso delle prime due Ponsacco e Sanremese e quindi…Il Ghiviborgo dovrà compiere un’impresa per fermare la lanciatissima compagine fortemarmina ma ne ha la possibilità anche se Venturi dovrà fare a meno dello squalificato Rubechini ma in compenso rientra Nottoli. Inoltre il Ghivi deve fare i conti con una classifica ancora asfittica che potrà riprendere ossigeno solo con qualche tonificante vittoria.

Il pallone racconta che all’andata (era il 27 settembre) si giocò a porte chiuse al Bui di San Giuliano Terme, campo che si confermò stregato per il Ghiviborgo sconfitto (0-2) dal Real Forte Querceta, sulla cui panchina esordiva Francesco Buglio subentrato a Guido Pagliuca. Allo scadere del primo tempo la svolta: in area del Ghiviborgo a seguito di un batti e ribatti, sfera sul braccio di un difensore  Per il direttore di gara è calcio di rigore. Ferretti dal dischetto trasforma. Nella ripresa la squadra di Venturi prova a reagire ma al 31esimo arriva il raddoppio del Real Forte grazie ad un micidiale contropiede del neo entrato Borgobello. Vignali dalla sinistra entra in area e lascia partire un gran tiro ad incrociare che s’insacca. Al 36’ poi il Ghiviborgo rimase anche in dieci per l’espulsione di Di Paola e lì calò il sipario.

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