Cessione Lucchese, problemi per il closing

LUCCA - Potrebbe saltare la firma sull'atto di cessione della Lucchese fissato per giovedì a Siene. Fra chi compra (Grassini) e chi vende (Moriconi) sarebbero sorte delle difficolta'. Un eventuale epilogo negativo della vicenda potrebbe anche riaprire la trattativa con Berardelli.

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Essere i proprietari della Lucchese Calcio implica avere tanti onori ma anche diversi oneri. Uno su tutti quello della chiarezza nei confronti del popolo rossonero e di chi per la lucchese prova sentimenti veri. Per questo il fatto che la trattativa con Grassini potrebbe saltare ai tifosi non va giu’. E’ vero che le questioni economiche sono prettamente fatti suoi, ma il patron rossonero Arnaldo Moriconi dovrebbe forse spiegare una volta per tutte le sue intenzioni. Sembra infatti che il suo avvocato nella bozza di accordo, abbia aggiunto nuove clausole relative al pagamento – da parte di chi compra – di eventuali sopravvenienze passive ad oggi non emerse. E’ prassi che salvo diversi accordi tali costi non dovrebbero essere sostenuti da chi compra ma da chi ha venduto. Lo stesso dicasi per la richiesta di presentazione della fideiussione che serve per partecipare al campionato di serie C e che chiaramente i nuovi soci dovranno garantire ma solo dopo il passaggio di mano. Una clausola – quella aggiunta alla prima bozza di accordo – che potrebbe risultare inaccettabile per chi compra. Di questa mossa Moriconi, che è comunque colui che i soldi fino ad oggi li ha messi, dovra’ eventualmente assumersi le responsabilita’ che derivano dal fatto che la Lucchese rimane sempre un bene della citta’. Tutto questo con il gruppo Berardelli che – chissa’ perche’ – non ha mai voluto defilarsi in maniera definitiva.

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