Caccia alla banda dei bancomat; bloccati e arrestati sulla Pesciatina

LUCCA - La Squadra Mobile della Questura di Lucca ha sgominato una banda dedita ai furti nei bancomat. Gli arrestati sono quattro romeni, due residenti a Lucca e due nella zona di Viareggio.

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La Squadra Mobile della Questura di Lucca ha sgominato una banda dedita ai furti nei bancomat. Gli arrestati sono quattro romeni, due residenti a Lucca e due nella zona di Viareggio: si tratta di Ilie Bogdan Popescu, 33 anni, Constantin Hosu, 36 anni, Bodgan Padurariu, 37 anni  e Costantin Cretu, 29 anni. Giovedì notte i quattro, a bordo di un’auto rubata, hanno raggiunto  il bancomat di Pontestazzemese, in Versilia ma alla vista di una Volante hanno preferito cambiare obiettivo. E si sono spostati a San Marcello Pistoiese, in provincia di Pistoia, per fa saltare lo sportello automatico in località Prunetta. Non si erano però accorti di essere seguiti dalla polizia. Quando gli agenti sono intervenuti la reazione dei malviventi è stata violenta e ne è nata una dura colluttazione. I quattro hanno anche lanciato contro i poliziotti un estintore e un grosso martello poi, nonostante aver riportato ferite anche di un certa entità, si sono dati alla fuga a piedi nei boschi riuscendo a far perdere le proprie tracce.

La polizia però non ha desistito. E ha messo sotto sorveglianza le abitazioni dei quattro, attendendo che qualche familiare uscisse per recuperarli. Strategia premiata perchè la mattina seguente la moglie di uno dei malviventi è uscita di casa dirigendosi in auto verso Pescia.

Gli agenti hanno bloccato l’auto mentre rientrava a Lucca sulla Pesciatina, all’altezza del semaforo della Madonnina. A bordo c’erano due dei rapinatori che hanno provato a chiudersi in auto. E i poliziotti, per convincerli a scendere hanno mandato in frantumi un vetro. Gli altri due complici sono stati rintracciati a casa di parenti, a Lucca e Viareggio.

La polizia a bordo dell’auto rubata ha trovato le bombole di ossigeno e acetilene che servono per far saltare in aria i bancomat. E a casa degli arrestati vario materiale probabilmente oggetto di furto, del quale però al momento si ignora la provenienza.

 

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