La rabbia degli operai:”era casa nostra”

PESCAGLIA - Una decisione, quella di delocalizzare la produzione e di chiudere lo stabilimento di Monsagrati giudicata inammissibile dagli operai, che qua hanno lavorato e prodotto in questi anni considerando la Rontani prima e la Spirale dopo, come una seconda casa.

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Inammissibile l’atteggiamento tenuto dalla Spirale, è questa l’opinione comune emersa durante l’assemblea dei lavoratori dello stabilimento di Monsagrati. E a peggiorare la situazione l’atteggiamento di chiusura da parte dell’azienda a qualsiasi ipotesi di ammortizzatori sociali o di mantenimento della produzione sul territorio della provincia di Lucca.

Una vicenda approdata anche sui banchi della giunta Regionale e che il consigliere Stefano Baccelli giudica più che preoccupante, anche perchè creata proprio da un ente locale, la provincia autonoma di Trento.

 

Commenti

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  1. è giusto e doveroso pensare a Genova non solo a chi è morto ma per tutti quelli che devono continuare a vivere,,,, senza casa , senza attività , ma anche queste situazioni sono ponti che crollano , ma che non fanno — giustamente –meno notizia perchè non ci sono morti e grandi capitali in gioco,,, ma da oggi tutti quelli che hanno lavorato in questa realtà e le loro famiglie ,,,, sono come quelli di Genova,,,, quindi cari politici tirate fuori gli artigli,,,,,, destra e sinistra,,,, qui c’è la vita di tante famiglie

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