Minaccia di morte la compagna di fronte ai figli: arrestato

VIAREGGIO - Atti persecutori alla ex compagna con l’aggravante di averli compiuti in presenza dei figli minori e violenza privata al nuovo compagno della donna: sono queste le accuse per un tunisino indagato nell’ambito di una attività investigativa condotta dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Viareggio

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L’uomo è ritenuto responsabile di aver compiuto atti persecutori perché, con condotte reiterate, da marzo a novembre, ha tempestato la ex compagna di telefonate e messaggi a tutte le ore del giorno e della notte, offendendone l’onore e il decoro, minacciando di morte lei e i loro due figli minori di 4 e 2 anni, qualora avesse ricorso alle vie legali per l’affidamento di questi ultimi.

Lo straniero, inoltre, è anche accusato di violenza privata nei confronti dell’attuale compagno della ex in quanto, in più occasioni, ha minacciato di ucciderlo con l’intento di costringerlo ad interrompere la relazione con la donna.

L’uomo, che ha sempre avuto atteggiamenti minacciosi e denigratori nei confronti della donna, mai denunciati da quest’ultima, quando questa ha manifestato l’intenzione di interrompere la relazione con lui ed ha intrapreso le vie legali per regolare il rapporto con i loro figli, ha accentuato pesantemente il suo comportamento aggressivo, arrivando a manifestarle gravi e continue minacce di morte.

La donna, dopo un breve periodo di indecisione, si è convinta a rivolgersi ai carabinieri ai quali ha raccontato tutti i trattamenti subiti nel tempo da parte dell’ex compagno.

Trattamenti consistiti in continui insulti e minacce di morte, in una circostanza anche armato di coltello, a lei ed alle due figlie minori, che hanno cagionato alla donna un perdurante stato d’ansia, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita per il timore per l’incolumità propria e delle due bambine.

Le indagini dei carabinieri, dunque, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dello straniero, rafforzati sia dalle reiterate, precise e dettagliate dichiarazioni della donna sia dalle dichiarazioni di diversi testimoni, sulla base dei quali, condividendoli pienamente, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lucca ha disposto l’applicazione della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere per l’uomo.

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