Quota 100, assalto ai patronati

LUCCA - In due settimane a Lucca sono state presentate complessivamente all'Inps 409 domande di pensionamento. Lo ha annunciato il presidente nazionale Inas Cisl Gino Petteni. L'assalto al patronato Inas Cisl è in atto e LE effettive presenze allo sportello si sono decuplicate

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“Riceviamo circa 200 persone a settimana solo allo sportello Inas di Lucca, per le richieste di informazioni sulla pensione – dice Massimo Bani, segretario generale Cisl Toscana Nord -. Una misura che offre nuove opportunità di uscita dal mondo del lavoro, ma che senza dubbio avrebbe dato i suoi massimi frutti se il Governo avesse interpellato e ascoltato i sindacati in modo da metterla a sistema con le ‘porte’ di uscita che erano state frutto di nostre contrattazioni precedenti, che sono ancora in essere e che talvolta possono risultare tempisticamente anche più convenienti del Quota 100”. Il riferimento è all’Opzione Donna, che può anticipare l’uscita fino a 9 anni rispetto alla pensione di anzianità, isopensione, lavori usuranti, Ape volontario, Ape sociale e lavoratori precoci.
“La quota cento è un’opportunità che le persone stanno cogliendo e che noi come patronato assistiamo in tutto e per tutto -ha spiegato Petteni – un servizio di accoglienza, ascolto, accompagnamento e informazione svolto a tutto tondo. D’altra parte il tema previdenziale è delicatissimo, un’importante scelta della vita – sottolinea Petteni – che deve essere tradotta nella pratica. Le norme aprono ventagli di possibilità, noi ci impegnamo ogni giorno per cogliere le migliori a seconda della specifica, personale situazione lavorativa. La scadenza più ravvicinata è quella del 28 febbraio per il mondo della scuola, poi seguirà il primo aprile per il privato, e il primo agosto per il comparto del pubblico. Fummo noi di Cisl che in qualche modo varammo il termine quota cento, anni fa, nella ricerca di un equilibrio tra età anagrafica e anni di lavoro”. Le storie sono le più variegate. “C’è la signora di 55 anni che guarda al lontano futuro, e noi le dobbiamo spiegare che quota 100 è in fase sperimentale per 3 anni e poi chissà – racconta Petteni -, c’è chi lascia, soprattutto nel mondo della scuola, con qualche rimpianto preferendo il certo di oggi all’incerto di domani, c’è chi invece la vive all’insegna dei progetti di rinfreschi con amici e colleghi, e passa felice il testimone ai giovani”. La curiosità: anche in Inas (nazionale) c’è chi prepara le carte per salutare, sono circa una decina di impiegati. Tutto ciò si tradurrà in posti di lavoro? “Nel pubblico questo è una precisa responsabilità di chi ha fatto la legge – risponde Petteni – , nel privato direi in linea di massima di sì. Ciò che mi auguro – conclude – è che a fianco a sè ‘quota cento’ possa avere presto un fratello alleato, ovvero la pensione complementare. E’ necessario un intervento di ordine fiscale marcato sulla previdenza integrativa, perchè noi dobbiamo pensare oggi alle persone a cui manca ancora molto a arrivare a 62 anni, e che attraverso azioni contrattuali costruiscono un secondo pilastro e si tutelano per il loro reddito futuro, bisogna fare in modo di sostenerli fiscalmente. La pensione integrativa è sì un investimento singolo, ma che ha ricadute positive sull’intera comunità perchè permette di avere più persone in regime di autosufficienza economica”.

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