Spettacolo di luci e preghiera per il Gesù Morto di Seravezza

SERAVEZZA - Il momento più intimo e emozionante è stato in piazza Carducci, quando alle preghiere del clero e dei fedeli si sono uniti i canti del coro: il simulacro dei Santi al centro, una moltitudine di popolo d’intorno e migliaia di fiammelle vive a rischiarare il borgo immerso nell’oscurità.

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Il momento di più alta partecipazione emotiva per una Festa – la Triennale del Gesù Morto – che ieri sera ha richiamato nel centro storico di Seravezza migliaia di versiliesi. Un’edizione riuscita, un rito antico tornato ad accendere il sentimento religioso della comunità, uno spettacolo unico per gli occhi.

La lunga processione ha preso le mosse in perfetto orario dall’Oratorio della Misericordia per raggiungere il borgo di Riomagno, illuminato con grande cura e dedizione dai residenti. Poi il rientro nel centro di Seravezza, il raccoglimento in piazza Carducci, la lunga teoria lungo le strade e i vicoli dei quartieri (particolarmente suggestivo il rione Torcicoda) e infine il rientro alla Misericordia per le preghiere conclusive e i saluti. Scenario della festa un paese intero calato nell’oscurità e illuminato solo dalle luci delle fiaccole e dei lumini; il Serra e il Vezza punteggiati da migliaia di fiammelle; la via Crucis e le grandi croci del Golgota a dominare la scena dal fianco del monte Costa. Uno spettacolo indimenticabile, soprattutto per chi ha potuto ammirarlo per la prima volta.

Imponente l’apparato logistico messo in campo per far fronte all’attesa “invasione” di visitatori. La viabilità è stata disciplinata senza particolari criticità dagli agenti della Polizia Municipale, coadiuvati dal personale di alcune associazioni del volontariato nella gestione soprattutto degli accessi e dei parcheggi. Ruolo di coordinamento affidato ai funzionari e agli uomini della Protezione Civile comunale.

Una curiosità riguardo alla processione. Tra i molti simboli sacri esposti alla devozione dei fedeli è tornata per la prima volta dopo moltissimi anni la settecentesca statua della Pietà di Cerreta San Nicola, piccola statua lignea di cui si erano perse le tracce dopo la Seconda Guerra Mondiale, fortunosamente ritrovata e salvata dalla distruzione alcuni mesi fa.

 

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