LUCCA - L'allarme dei cittadini dunque era vero: per mesi avevano denunciato odori sospetti dai rubinetti, ora arriva l'ordinanza che vieta l’uso potabile dell’acqua dei pozzi dopo i risultati delle analisi Arpat che certificano una contaminazione da tetraidrotiofene, sostanza utilizzata come odorizzante del metano. Una vicenda seguita passo dopo passo da NoiTV, mentre cresce il disagio dei residenti e si attendono soluzioni urgenti
L’allarme che veniva dai cittadini di Antraccoli era dunque fondato. Fin dal novembre scorso ripetevano che l’acqua dei loro rubinetti puzzava di metano. Ora il Comune di Lucca dispone un’ordinanza “contingibile e urgente” con cui stabilisce il divieto immediato di utilizzo per uso potabile – sia a fini alimentari sia per l’igiene personale – delle acque dei pozzi della zona interessati dal problema.
Il provvedimento si è reso necessario a seguito della nota dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest che, sulla base dei primi esiti delle analisi trasmessi da ARPAT, ha evidenziato la presenza di tiofene o tetraidrotiofene – una sostanza comunemente utilizzata come odorizzante del gas metano – con un profilo tossicologico di irritante cutaneo e respiratorio. Pur non essendo attualmente previsti limiti normativi specifici per la presenza di tale sostanza nelle acque ad uso umano, la USL ha ritenuto che l’acqua contaminata sia da considerare non potabile, richiedendo con urgenza un’ordinanza cautelativa a tutela della salute pubblica.
La presenza della sostanza è stata rilevata da Arpat nei primi quattro campioni prelevati a inizio gennaio in quattro abitazioni della zona, comprese tra via Fonda e via del Cantone, mentre sono ancora in corso ulteriori analisi su altri punti di campionamento. L’amministrazione comunale assicura che “continuerà a collaborare con ARPAT, Azienda USL e Polizia Locale, che stanno proseguendo le attività di indagine e approfondimento al fine di accertare con precisione le cause del fenomeno”.
Intanto, negli ultimi giorni, anche due famiglie della vicina località di Santa Margherita, che ricade già nel Comune di Capannori, hanno iniziato a lamentare il problema. Recentemente, era stata ufficializzata la notizia di uno sversamento di odorizzante del metano avvenuto il 13 agosto scorso in via di Pulecino, a meno di un chilometro dall’area interessata, anche se il collegamento tra i due fatti resta da provare.
Ad Antraccoli la situazione è di profondo disagio per chi fino a oggi utilizzava l’acqua del pozzo almeno per lavarsi, nonostante l’odore di metano.
Alcune delle famiglie attendono l’allaccio all’acquedotto da oltre due mesi, e i cittadini chiedono ora che siano quantomeno inviate autobotti in zona per un’emergenza che era probabilmente tale da mesi e che ora è stata solo certificata dall’ordinanza 529 del 20 febbraio.
