Famiglia distrutta dal monossido a Porcari: la caldaia è sotto sequestro

Carabinieri a Rughi per monossido

Famiglia distrutta dal monossido a Porcari: la caldaia è sotto sequestro

Redazione

di Redazione

PORCARI - Sigilli alla porta e indagini in corso per chiarire cosa precisamente non abbia funzionato nell'impianto di riscaldamento e per accertare le eventuali responsabilità nella tragedia costata quattro vite

Carabinieri a Rughi per monossido

La casa della famiglia di Porcari uccisa dal monossido di carbonio è sotto sequestro, come la caldaia che potrebbe essere stata all’origine della tragedia. Una caldaia, a quanto pare, nuova. Del resto, i Kola si erano trasferiti nel terratetto di tre piani da pochi mesi, dopo i lavori di ristrutturazione. Albanesi di origine – Arti Kola, 48 anni, la moglie Jonida, 43, e i figli Hadjar e Zhesika, di 22 e 15 anni, erano ben integrati nella comunità di Rughi, ora sotto choc. Per Porcari è una seconda tragica volta. Nel febbraio del 1992 una caldaia difettosa costò la vita a un altro nucleo familiare di 4 persone: i Malanca.

Dopo quasi 35 anni, l’incubo si è ripetuto. La casa dei Kola era completamente satura di monossido, tanto che sono bastati pochi secondi, a chi ha cercato di prestare aiuto, per iniziare ad avere sintomi di intossicazione. Il fratello di Arti Kola ha perso i sensi ed è ricoverato a Cisanello in condizioni serie. Più leggeri i sintomi dei carabinieri e di alcuni vicini entrati per tentare il soccorso. Gli strumenti dei vigili del fuoco, non appena arrivati, hanno confermato le alte concentrazioni di questo gas, inodore e invisibile, ma estremamente pericoloso, perché nel sangue si sostituisce velocemente all’ossigeno, portando allo stordimento e poi alla morte. Le indagini in corso chiariranno cosa precisamente non abbia funzionato nell’impianto di riscaldamento e accerteranno le eventuali responsabilità.