TOSCANA NORD-OVEST - Nel 2025 risparmio delle famiglie elevato, credito al consumo in espansione. Difficoltà per piccole imprese e manifatturiero

Nel 2025 il panorama creditizio nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa si è caratterizzato per una forte spinta al risparmio e alla digitalizzazione. Mentre il sistema bancario prosegue la sua riorganizzazione territoriale con la chiusura complessiva di 19 sportelli nelle tre province. Sul fronte dei prestiti, si è poi evidenziata una marcata divergenza tra il comparto delle famiglie, in crescita, e quello delle imprese, in difficoltà, con differenze significative tra i tre territori. In questo contesto, il risparmio complessivo delle famiglie ha raggiunto livelli molto elevati. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Istituto di Studi e Ricerche e della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest.
La provincia di Lucca ha chiuso il 2025 con impieghi vivi pari a 9.732 milioni di euro, in modesta crescita dello 0,4%. La tenuta degli impieghi è stata sostenuta principalmente dal credito alle famiglie consumatrici (4.309 milioni, +3,8%), dal credito al consumo (1.378 milioni, +6,4%) e dai mutui per acquisto abitazioni (455 milioni di nuove erogazioni, +34,5%). Sul fronte delle imprese, il comparto manifatturiero ha registrato la flessione più pesante in Toscana segnando un -12% (1.648 milioni), mentre le piccole imprese sotto 20 addetti sono scese a 701 milioni (-8,4%). In positivo, il settore dei servizi ha raggiunto 3.111 milioni (+2,9%), confermando il primato regionale.
Il risparmio complessivo provinciale ha raggiunto 23.201 milioni di euro (+7,2%), con le famiglie orientate verso forme di investimento più remunerative: la raccolta indiretta è cresciuta del +16,2% (10.813 milioni), mentre i depositi sono rimasti sostanzialmente stabili (+0,5%). Il risparmio pro-capite delle famiglie (46.126 euro) si colloca sopra la media di Toscana e Italia. Sul fronte della qualità del credito si è registrato un peggioramento significativo: il tasso di deterioramento complessivo è salito all’1,48% (+0,5 punti percentuali), sopra la media regionale. Particolarmente critica la situazione delle imprese più grandi (2,20%, dall’1,07% del 2024), delle costruzioni (3,47%) e dei servizi (2,19%). In miglioramento invece la qualità del credito alle famiglie consumatrici (0,44%).
La provincia di Massa-Carrara ha registrato impieghi vivi per 3.544 milioni di euro a fine 2025 (+2,1%), con una crescita polarizzata sul comparto manifatturiero: 551 milioni (+12,1%), il miglior incremento in Toscana. In controtendenza, le costruzioni (-7,6%) e i servizi (-4,7%) hanno sofferto, mentre le imprese sotto 20 addetti sono scese a 262 milioni (-7,6%). Le famiglie consumatrici hanno raggiunto 1.784 milioni (+2,9%), con il credito al consumo in espansione del +5,8% (738 milioni) e nuove erogazioni di mutui per 128 milioni (+23%). Il risparmio complessivo provinciale è salito a 8.513 milioni (+5,3%), con le famiglie che hanno incrementato la propria ricchezza finanziaria a 6.386 milioni (+7,3%), pur con un valore pro-capite (34.214 euro) ancora inferiore alle medie regionali e nazionali. Per la prima volta dopo diversi anni, si è registrata invece una flessione della liquidità delle imprese (-0,7% per depositi e risparmio postale), segnale di possibili difficoltà di autofinanziamento per i futuri investimenti. La qualità del credito appare in miglioramento complessivo: il tasso di deterioramento è sceso all’1,19% (-1,0 punti percentuali), meglio della media regionale, con miglioramenti per imprese grandi, costruzioni e servizi. Fanno eccezione le attività manifatturiere (2,10%), ancora sopra la media toscana.
“I dati sul credito – afferma Valter Tamburini, Presidente della Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest – confermano una fase complessa per il tessuto produttivo, in particolare per le imprese di minori dimensioni, che continuano a incontrare difficoltà nell’accesso al credito. Come ente camerale abbiamo appena avviato un importante progetto per favorire sensibilizzazione e investimenti sulla responsabilità sociale. Promuovere sostenibilità ambientale, sociale e della governance non significa solo promuovere un’economia etica, ma spingere verso la competitività. Aziende sostenibili sono pronte ad affrontare i cambiamenti del mercato e dunque sono più inclini alla crescita. Per questo hanno una corsia preferenziale per l’accesso al credito, per costi e disponibilità. Questa strada sarà perseguita con convinzione incrementando anche i voucher per supportare gli interventi: dalla gestione dei rifiuti alla formazione dei dipendenti, dalle certificazioni LVG alla trasparenza delle società, fino ad arrivare al rendiconto di sostenibilità. Imprese sostenibili sono competitive e possono avere finanziamenti”.
