LUCCA - All’auditorium San Romano di Lucca un incontro dedicato ai rischi del web tra cyberbullismo, dipendenza da smartphone e disturbi legati all’uso eccessivo delle tecnologie. Autorità ed esperti a confronto con gli studenti: “Consapevolezza e uso responsabile l’unico antidoto alla schiavitù digitale”
Per giovanissimi e adolescenti molti problemi nascono nel mondo virtuale per ripercuotersi nella vita vera. Per contrastare questi rischi, a cavallo tra online e offline, i Carabinieri hanno organizzato l’incontro “Dal digitale al reale”.
All’auditorium San Romano sono arrivati circa 400 di studenti delle scuole della provincia (Istituti Comprensivi Lucca Centro Storico, Lucca Pia Pera, Porcari, Coreglia, Polo scientifico Fermi – Giorgi, ISI Pertini ed ISI di Barga), ai quali ha tenuto un discorso sui rischi dell’uso improprio di internet e delle nuove tecnologie anche il prefetto di Lucca, indicando l’unico vero antidoto alla schiavitù digitale.
L’evento, apertosi con i saluti istituzionali del Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Michele Lastella e del Prefetto di Lucca dott.ssa Cristina Favilli, dell’Assessore all’Istruzione del Comune di Lucca Simona Testaferrata, e del dott. Duccio Di Leo dell’Ufficio Scolastico Provinciale, è stato moderato dal Professor Claudio Oliva che ha guidato un confronto ricco di spunti e testimonianze. Sono intervenuti, oltre a ufficiali e marescialli dei Carabinieri, rappresentanti del mondo scolastico e sanitario tra cui la Dott.ssa Rosaria Sommariva dell’Associazione Riaccendi il Sorriso e i membri della Consulta Provinciale Studentesca.
I carabinieri hanno fatto il punto sul cyberbullismo, ossia tutte quelle forme di pressione, aggressione, molestia o manipolazione realizzate per via telematica.
Ma ci sono anche rischi come il vamping, molto diffuso tra gli adolescenti, che vanno sì a letto ma poi restano svegli fino all’alba, attaccati al cellulare. per chattare, giocare o scorrere i video sui social. Le conseguenze sono pesanti: calo del rendimento scolastico, problemi di memoria e concentrazione, oltre all’aumento di ansia e depressione e dell’aggressività.
E ancora il problema della “luce blu” degli smartphone e tablet che inibisce la produzione di melatonina e provoca insonnia o sonni agitati da incubi. Per non dimenticare il “tutto e subito”, ossia l’incapacità di attendere, abituati come si è alle risposte immediate del web. O la “filter bubble”, il fatto di restare prigionieri delle proprie idee e dei propri preconcetti, perché gli algoritmi propongono agli utenti solo contenuti allineati ai loro interessi e opinioni. O la sensazione del “Senza social non esisto”, perché per molti adolescenti l’identità personale si costruisce principalmente attraverso like, commenti e visualizzazioni.
