La sicurezza stradale spiegata senza filtri con “Graffiti dell’Anima”

La sicurezza stradale spiegata senza filtri con “Graffiti dell’Anima”

Leonardo Monselesan

di Leonardo Monselesan

MASSA - L'incontro tra gli studenti delle quarte superiori e Angela Giò Ferrari, autrice del libro "Graffiti dell'Anima", le ha permesso di raccontare senza filtri né fronzoli il suo viaggio tra i corridoi degli Ospedali Civili di Brescia, dove i familiari delle vittime della strada lasciano impressi messaggi in grado di trasmettere in modo molto diretto il loro dolore.

Non una lezione, ma un pugno nello stomaco. Di quelli che spiazzano, fanno tacere una platea intera e costringono a guardare in faccia ciò che troppo spesso si preferisce ignorare. Al Teatro dei Servi di Massa e il 7 maggio al Cinema Garibaldi di Carrara “Graffiti dell’Anima” ha scelto la strada più difficile e più vera: parlare ai giovani di sicurezza stradale senza filtri, senza retorica, senza scorciatoie.
L’iniziativa promossa da Automobile Club Massa Carrara in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale e patrocinato dai comuni di Massa, Carrara e dal Lions Club di Massa Carrara Host ha portato davanti agli studenti delle quarte superiori – ragazzi a un passo dalla patente e dall’autonomia – un racconto che non si dimentica.
Al centro, la testimonianza di Angela Giò Ferrari, autrice del libro da cui il progetto prende il nome: un viaggio doloroso e necessario nato tra i corridoi degli Ospedali Civili di Brescia, dove sui muri restano impressi i messaggi lasciati da familiari e amici di vittime della strada. Frasi scarne, graffiate come ferite e soprattutto l’eco di un dolore che non finisce con l’impatto, ma continua in chi resta.
È lì che il Codice della strada smette di essere un elenco di regole e diventa coscienza. Perché il punto non è soltanto sapere cosa si può o non si può fare al volante, ma capire davvero cosa significa premere troppo sull’acceleratore, distrarsi al cellulare o mettersi alla guida dopo aver bevuto.