Viareggio - I Vigili del Fuoco del distaccamento di Viareggio sono stati impegnati nelle operazioni di spegnimento, rese ancora più difficili dall'alimentazione a metano dei veicoli, dalle 5 alle 8 del mattino circa. La Polizia ha già acquisito le immagini della videosorveglianza nell'ambito delle indagini. La pista più probabile appare quella di un'origine dolosa dell'incendio.
Erano circa le 5 del mattino quando i residenti di via della Gronda, a Viareggio, sono stati svegliati dal suono di vetri che andavano in frantumi e dal bagliore delle fiamme divampate dalle auto del vicino Serd. Sul luogo è subito intervenuta una squadra di Vigili del Fuoco del distaccamento di Viareggio supportata da un’autobotte, che è riuscita a domare l’incendio dopo circa tre ore di faticoso lavoro, reso ancora più complicato dall’alimentazione a metano dei veicoli, riuscendo ad evitare che si propagasse alle piante vicine e all’edificio del Serd. Delle due Fiat Qubo coinvolte, di quella da cui si sarebbe originato il rogo non resta che lo scheletro metallico, ma anche l’altra è stata gravemente danneggiata. Sul luogo è intervenuta anche la Polizia di Stato, che ha subito avviato le indagini per capire cosa abbia scatenato le fiamme, acquisendo anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero avere ripreso il tutto. Al momento la pista più calda è quella di un’origine dolosa dell’incendio. La zona circostante al Serd è infatti più volte passata agli onori della cronaca per svariati episodi di degrado o legati allo spaccio. E a conferma dell’ipotesi di dolo ci sono anche le testimonianze dei residenti vicini, che in più occasioni avrebbero sentito un rumore riconducibile ad esplosioni provenire dall’ex fabbrica delle Rubinetterie Ponsi, dove, sempre secondo i residenti, abiterebbero alcuni individui senza fissa dimora.
