PORCARI - Stato di agitazione dei sindacati: "No alle esternalizzazioni, l'intelligenza artificiale non sia una scusa per tagliare il lavoro"
No al dumping delle competenze, no alle delocalizzazioni. Sono stati decine i lavoratori che si sono radunati davanti ai cancelli dell’azienda di Rotork di Porcari, per protestare contro la decisione dell’azienda di avviare la procedura di licenziamento per nove impiegate dell’ufficio amministrazione, le cui funzione dovrebbero essere trasferite, secondo i sindacati, verso hub situati in India e Romania. Un presidio anticipato dallo stato di agitazione annunciato dai sindacati, arrivati di fronte all’azienda porcaresi – leader mondiale nella produzione di attuatori e sistemi per il controllo dei fluidi e che nel Comune della Piana conta circa 125 dipendenti – con una richiesta chiara: il ritirare immediato dei 9 licenziamenti annunciati.
“La scelta del management – sottolineano i sindacati in una nota – di puntare su esternalizzazioni e delocalizzazioni in India e Romania viene contestata duramente: il mero risparmio economico a breve termine non può giustificare la perdita di competenze, professionalità e valore che la sede toscana ha costruito negli anni”. “La mobilitazione – avvertono ancora i sindacati – proseguirà a oltranza e con ogni mezzo necessario”. Un caso che chiama in causa anche le istituzioni: “È necessario affrontare con urgenza il tema dell’introduzione delle nuove tecnologie e del loro impatto sul mercato del lavoro, che rischia di essere devastante sotto il profilo occupazionale. L’Intelligenza Artificiale e l’innovazione tecnologica devono essere uno strumento per migliorare le condizioni di vita e di salute di chi lavora, non un pretesto per azzerare i posti di lavoro”.
