Presentato il piano della Regione: la sfida non è più solo spegnere i roghi, ma prevenirli leggendo in anticipo l'impatto del clima. Ecco le novità
Antincendi boschivi, la stagione Aib 2026 in Toscana si apre con una macchina operativa pienamente efficiente ma anche con la consapevolezza che il cambiamento climatico impone un’evoluzione importante. Con il documento “Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la gestione del rischio incendi boschivi” il sistema antincendi regionali compie un passo in avanti: dall’obiettivo di spegnere gli incendi a quello di comprenderli, prevenirli e gestirli in modo sempre più efficace attraverso la pianificazione, la conoscenza scientifica e la resilienza del territorio. E’ quanto emerso dalla conferenza stampa che si è svolta questa mattina a palazzo Strozzi Sacrati nella quale il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessore all’agricoltura Leonardo Marras hanno presentato la stagione Aib 2026 e uno studio del tutto innovativo nel panorama italiano sulle strategie da adottare per contrastare il rischio incendi alla luce dei cambiamenti climatici in atto.
“La Toscana – ha sottolineato il presidente Giani – è una regione che ha fatto della cura del territorio, della tutela del paesaggio e della protezione delle comunità una parte essenziale della propria identità. Oggi questa responsabilità assume un valore ancora più forte, perché gli effetti del cambiamento climatico stanno modificando profondamente anche il rischio incendi. Con le strategie di adattamento che presentiamo oggi la Toscana sceglie di guardare avanti. Non basta intervenire quando il fuoco è già divampato: dobbiamo conoscere meglio i territori, rafforzare la prevenzione, sostenere la resilienza delle comunità e costruire politiche capaci di anticipare i cambiamenti. È una sfida ambientale, ma anche civile, economica e sociale, perché proteggere i boschi significa proteggere la sicurezza delle persone, il lavoro agricolo, le aree interne, il turismo, la biodiversità e la qualità della vita. La Regione continuerà a investire in questa direzione, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, enti locali, volontariato, strutture tecniche e cittadini”.
“La stagione del sistema Antincendi boschivi – ha affermato l’assessore Marras – si apre con una macchina pienamente operativa, pronta ad affrontare i mesi più delicati dell’anno, ma anche con la consapevolezza che il rischio incendi è profondamente cambiato. I 151 incendi boschivi registrati nel primo semestre e l’evento del Monte Faeta, con circa 660 ettari percorsi dal fuocotra fine aprile e inizio maggio, ci dicono che non possiamo più ragionare secondo schemitradizionali. Il rischio non è più confinato alla sola estate e gli incendi possono essere più rapidi, più intensi e più complessi da gestire. Per questo la Regione presenta oggi il documento “Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la gestione del rischio incendi boschivi”, uno studio assolutamente innovativo nel panorama italiano. Si tratta di un lavoro che introduce un metodo nuovo: non limitarsi a organizzare la risposta all’emergenza, ma leggere in anticipo l’evoluzione del rischio attraverso indicatori climatici, analisi della vulnerabilità dei territori, scenari futuri e strumenti di pianificazione capaci di orientare le scelte di prevenzione”.
Il presidente Giani e l’assessore Marras hanno inoltre evidenziato come, accanto alla pianificazione, resti centrale la piena operatività del sistema regionale: circa 4.000 volontari, 400 operai forestali, oltre 600 mezzi, fino a 10 elicotteri, la sala operativa regionale attiva 24 ore su 24, 7 Centri operativi provinciali, 180 direttori delle operazioni di spegnimento e i presidi estivi sulle isole. A questo si aggiunge il ruolo strategico della formazione presso il Centro regionale La Pineta di Tocchi, perché eventi sempre più complessi richiedono competenze sempre più specializzate.
Parte integrante della strategia regionale viene infine ritenuta l’adozione di comportamenti responsabili da parte dei cittadini, come il rispetto del divieto di abbruciamento e la consultazione del bollettino giornaliero del rischio incendi: “Solo unendo organizzazione, conoscenza scientifica, pianificazione e responsabilità condivisa – hanno concluso Giani e Marras – possiamo rendere il territorio toscano più sicuro e più resiliente”.
L’evoluzione del rischio incendi
I dati del primo semestre 2026 confermano che gli incendi boschivi in Toscana non sono più un fenomeno confinato ai mesi estivi: tra gennaio e giugno se ne sono registrati 151. Tra questi l’episodio più significativo è stato quello del Monte Faeta, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, che con circa 660 ettari di bosco percorsi dal fuoco tra le province di Pisa e Lucca rappresenta certo un evento eccezionale per l’estensione raggiunta, ma anche e soprattutto in relazione al periodo dell’anno in cui si è verificato.
Il cambiamento climatico e il cambiamento dell’uso del suolo (l’abbandono delle aree agricole, le minori cure colturali nei boschi e la crescita delle zone di interfaccia urbano-rurale) stanno determinando l’allungamento della stagione a rischio, dando luogo a incendi più rapidi, più intensi e spesso simultanei, mettendo sotto pressione i sistemi antincendi boschivi mondiali.
