Torre del Lago - Teatro esaurito in ogni ordine di posto e lunghissime ovazioni hanno salutato uno spettacolo destinato a lasciare il segno nell'edizione 2026 del 72°Festival Pucciniano.
La prima rappresentazione andata in scena venerdì nel teatro affacciato sul lago, si è trasformata in un autentico trionfo. Teatro esaurito in ogni ordine di posto e lunghissime ovazioni hanno salutato uno spettacolo destinato a lasciare il segno nell’edizione 2026 del 72°Festival Pucciniano. Un successo costruito sulla qualità artistica dell’intero allestimento. A cominciare da Anna Pirozzi, Turandot, protagonista di un’interpretazione poderosa e al tempo stesso raffinata, capace di dominare con assoluta sicurezza ogni sfumatura del ruolo e di conquistare il pubblico fin dalle prime battute. Accanto a lei, una dolcissima Alexandra Kurzak ha dato vita a una Liù intensa e commovente, arrivando dritta al cuore degli spettatori con un’interpretazione di rara sensibilità, confermando ancora una volta come il sacrificio della giovane schiava rappresenti uno dei momenti più emozionanti dell’opera. E poi il grande finale, con il “Nessun dorma” affidato a Roberto Alagna, Calaf accolto da applausi entusiasti che hanno suggellato una serata di altissimo livello. Ma la magia è nata dall’insieme: una regia elegante e coinvolgente, scene di grande impatto visivo, gli inconfondibili e sontuosi costumi firmati dal premio Oscar Franca Squarciapino, un’orchestra e un coro protagonisti di una serata impeccabile. A guidare tutti con autorevolezza e sensibilità musicale, il maestro Marco Armiliato, salutato da una calorosa e prolungata ovazione del pubblico. Una Turandot che ha saputo unire spettacolo, emozione e bellezza, rendendo omaggio nel migliore dei modi al centenario pucciniano e regalando al pubblico una serata che resterà a lungo nella memoria.
