Licenziamenti alla NT Food di Altopascio, la CGIL attacca: “Metodi inaccettabili”

Licenziamenti alla NT Food di Altopascio, la CGIL attacca: “Metodi inaccettabili”

Redazione

di Redazione

ALTOPASCIO - Dura presa di posizione della CGIL contro i provvedimenti dell'azienda del gruppo Morato: nel mirino soprattutto le modalità, giudicate improvvise e non condivise, e il fatto che tre lavoratrici coinvolte siano madri con figli piccoli. I sindacati denunciano l’assenza di confronto preventivo e annunciano azioni legali e possibili scioperi, con un nuovo incontro fissato per il 3 agosto

È dura la reazione della CGIL ai licenziamenti alla NT Food di Altopascio, azienda specializzata in cibi senza glutine, fondata nel 1989, e dal 2022 parte del gruppo Morato, che ora vuole procedere a una riorganizzazione aziendale, in particolare per quanto riguarda la parte amministrativa.

“Crediamo che il licenziamento sia la fine di un percorso di contrattazione fatta al tavolo col sindacato e collaboratore e non il punto di partenza. Quindi discutiamo sulle modalità che non ci sembrano adeguate e neanche rispettose dei lavoratori e delle lavoratrici, perché su quattro licenziamenti tre sono stati fatti a lavoratrici donne con figli piccoli”, dice Fabiana Panattoni, componente della RSU di NT FOOD per FLAI CGIL.

“Sono una neomamma”, racconta Francesco Tognoni. Il mio bimbo ha poco più di un anno e mi hanno licenziata. Sono arrivata in azienda alle otto e alle dieci poco più mi hanno convocata e mi hanno dato questa lettera di licenziamento e mi hanno invitata a lasciare subito l’azienda, senza neanche poter salutare i miei colleghi. Ero tranquilla. Non ci sono state assolutamente avvisaglie, tant’è che quando mi hanno convocata in sala riunioni e me lo hanno comunicato, ho iniziato a piangere perché non me l’aspettavo. Con un bimbo piccolo, un mutuo, tante spese da affrontare… non ho neanche avuto la possibilità di accettare anche un’altra tipologia di impiego in azienda. Mi hanno proprio messa con le spalle al muro e mandata fuori”.

I sindacati hanno annunciato vertenze e torneranno a parlare con l’azienda il 3 di agosto. La Cgil non esclude neppure il ricorso allo sciopero.

“Noi non vogliamo entrare nel merito della ristrutturazione aziendale”, dice Maria Rosaria Costabile, segretaria provinciale FLAI CGIL di Lucca. “Noi stiamo discutendo i metodi che non sono sicuramente questi, soprattutto in un’azienda con la quale abbiamo sempre avuto un tavolo di trattativa aperto. Potevamo affrontare la problematica in maniera diversa se solo ce ne avessero dato avvisaglia, perché noi non avevamo nessun tipo di avvisaglia. Addirittura abbiamo firmato un contratto di secondo livello dove abbiamo portato degli ottimi risultati per quanto riguarda il salario dei lavoratori e non c’era il minimo motivo per poter pensare che potesse succedere una cosa del genere”.