Versilia - A risentire maggiormente dei rincari è la clientela medio alta degli stabilimenti fortemarmini. Sui lidi più popolari le cose vanno meglio ma la durata delle vacanze si accorcia sempre di più.
Prima domenica di agosto e, sotto le tende e gli ombrelloni del litorale versiliese, primi bilanci stagionali da parte degli operatori balneari. Una stagione, quella 2026, in cui continuano ad acuirsi gli effetti del caro vita per le famiglie italiane.
Una conferma che arriva, soprattutto, dagli arenili di Forte dei Marmi che, accanto alla nomea di capitale del turismo vip, fonda la propria economia soprattutto su un ceto medio su cui il susseguirsi dei rincari inizia a pesare sensibilmente, imponendo alle famiglie scelte sempre più oculate.
Spostandosi all’ombra di Burlamacco, per gli operatori viareggini il bicchiere è più che mezzo pieno, con un giugno da incorniciare, un luglio negli standard ed un agosto da tutto esaurito. Segno che la fascia di prezzo offerta da Viareggio continua ad essere sostenibile, sebbene la durata delle vacanze sia notevolmente diminuita.
E dei cambiamenti nelle abitudini dei vacanzieri parla anche Marco Daddio storico balneare di Lido di Camaiore.
Ma su sorrisi ed ottimismo si fanno sempre più dense le ombre proiettate dall’approssimarsi delle aste balneari la cui scadenza si fa sempre più prossima, a meno di colpi di scena dell’ultimo minuto ai quali però i balneari ormai non credono più.
