CICLISMO - E' stato presentato al teatro Artè di Capannori il 30° Giro della Toscana Internazionale Femminile di ciclismo: 27-30 agosto. Dal 1996 la corsa a tappe di patron Brunello ricorda l'indimenticabile Michela Fanini e da qualche anno mamma Giulietta, Presenti i vertici del ciclismo nazionale e del Coni regionale. Michele Bartoli sarà il testimonial della manifestazione. Nel 2025 vinse l'olandese Eline Jansen
30 anni e non dimostrarli o perlomeno avere sempre , nonostante tutto, la voglia di dare continuità ad una corsa nata nel ricordo di Michela Fanini e di una tragedia che si consumò in quel lontano 26 ottobre 1994. Due anni dopo (era il 1996) nacque il Giro della Toscana Internazionale Femminile subito punto di riferimento del ciclismo italiano e mondiale. Tante le edizioni con le migliori cicliste al mondo divenute spesso iridate e poi da qualche anno la corsa è divenuta ideale trampolino di lancio per aspiranti campionesse. Le variabili e la feroce costante di Brunello Fanini che questa corsa l’ha ideata, voluta e coccolata. Il Toscana 2026, da giovedì 27 a domenica 30 agosto, è stato presentato al cinema-teatro Artè di Capannori alla presenza del vicepresidente nazionale della FCI Saverio Metti, di quello regionale Luca Menichetti e del presidente Coni Toscana Simone Cardullo. Per Brunello Fanini questa corsa è qualcosa che va al di là del puro aspetto ciclistico. Serve a ricordare e a tenere vive emozioni. La fiammante maglia rosa della classifica generale e tante altre maglie in palio come sempre in bella vetrina. La gara sarà articolata in quattro frazioni e ce ne sarà davvero per tutti i gusti: dalla cronometro di Chiesina Uzzanese, alla tappa per velociste di Quarrata fino a quella ondulata di Segromigno nel sabato dedicato a Michela. E poi la frazione più dura con partenza da Capannori e arrivo a Montecatini Terme. Al via dell’appuntamento premondiale ci saranno 170 atlete in rappresentanza di 28 squadre provenienti da 41 nazioni e cinque continenti. I testimonial saranno Edita Pucinskaite e Michele Bartoli uno dei maggiori intrepreti delle corse in linea degli anni ’90 e i primi anni Duemila. Non a caso ribattezzato il “Leoncino della Fiandre”.
