LUCCA - Invasi e portate in calo nel bacino lucchese, ma i livelli restano per ora sopra gli obiettivi stagionali, senza una vera e propria emergenza. Attenzione a Isola Santa, alle falde e alla rete irrigua della Piana di Lucca, in vista delle prossime settimane.
La siccità prolungata inizia a riflettersi anche sul Serchio e sulla rete irrigua della Piana di Lucca. Al momento non c’è un’emergenza vera e propria, ma il quadro richiede attenzione, soprattutto in vista delle prossime settimane.
L’ultimo monitoraggio dell’Autorità di bacino dell’Appennino settentrionale segnala un andamento annuale nel complesso regolare, grazie alle precipitazioni del 26 luglio e, soprattutto, alle piogge di maggio, che hanno dato un contributo importante: 431,3 millimetri, a fronte di una media attesa di 263,5.
Intanto gli invasi stanno seguendo la consueta discesa estiva. Il volume complessivo delle dighe del bacino del Serchio è passato dai quasi 26 milioni di metri cubi dell’8 luglio ai 20 milioni e mezzo del 2 agosto. La riduzione più consistente riguarda il lago di Vagli, passato da 22 a 17 milioni di metri cubi.
Il sistema, comunque, resta al di sopra del volume-obiettivo fissato per il primo agosto, ossia 19 milioni e mezzo di metri cubi. Restano però situazioni più delicate, come quella dell’invaso di Isola Santa: dai primi di luglio gli afflussi da monte risultano inferiori al rilascio estivo necessario per garantire il deflusso minimo vitale, fissato in 130 litri al secondo. Per non scendere sotto il livello minimo autorizzato, il gestore sta quindi adeguando i rilasci alla portata effettivamente in arrivo.
Alla sezione di Borgo a Mozzano, il 2 agosto l’apporto complessivo di Serchio e Lima era di 6,3 metri cubi al secondo, comunque ben superiore ai 2,33 richiesti per il deflusso minimo vitale. Un dato però in calo rispetto ai 9,3 metri cubi al secondo dell’8 luglio e ai 9 registrati all’inizio di agosto dello scorso anno.
Anche le falde, alla fine di luglio, restavano su livelli vicini alle medie stagionali, pur risultando generalmente più basse rispetto al 2025. L’approvvigionamento dai campi pozzi dell’acquedotto è al momento assicurato, ma in alcune aree le risorse potrebbero arrivare al limite alla fine dell’estate.
