TOSCANA - Il report della Caritas Toscana è stato presentato a Firenze, evidenziando una situazione meno grave del panorama nazionale, ma comunque preoccupante. Mentre diminuiscono le persone che chiedono assistenza per la prima volta, aumentano quelli che continuano ad averne bisogno da almeno sei anni, che sono 1 su 4.
La povertà continua a preoccupare in Toscana nonostante una situazione migliore di quella nazionale, come spiega “Fratture Invisibili”, il Rapporto sulle Povertà realizzato da Caritas Toscana e TosCaritas, presentato a Firenze.
Resta stabile il numero di persone che si sono rivolte alla Caritas nel 2025, pari a 29.239 unità, appena 58 in meno rispetto al 2024, il secondo dato più alto registrato dal 2007 ad oggi. Cifre che superano di circa 9.000 unità quelle del periodo pre-Covid, con il 54,7% degli utenti che ha avuto il primo contatto con l’ente dopo il 2021. Considerando che il 35% delle persone accolte che ha figli minori conviventi, ciò significa più di 43.000 singole persone assistite dalla Caritas.
Scende invece il numero di coloro che accedono al sostegno della Caritas per la prima volta, pari al 24,1% degli utenti del 2025 contro il 26,1% del 2024, ma il dato che preoccupa maggiormente è l’allungamento della durata dei periodi di disagio economico.
Per quanto riguarda il profilo degli utenti, il 54% sono donne, il 60% stranieri, il 57,8% ha tra i 25 e i 54 anni, mentre gli over 65 salgono dal 16 al 17,3%. Il 40% è composto da persone con bassa istruzione.
L’altro dato che è emerge è il collegamento tra vulnerabilità economica e fragilità delle reti sociali, con il 28,5% degli assistiti che dichiara di essersi sentito spesso solo nell’ultimo anno, e il 24,4% che afferma di non avere nessuno su cui contare in caso di bisogno. Preoccupa inoltre il fatto che l’81,4% ritiene che mangiare in modo sano ed equilibrato sia troppo costoso per la propria famiglia.
