San Luca, ma gli invalidi dove possono parcheggiare?

LUCCA - Al nuovo ospedale di Lucca fioccano le multe sulle auto degli invalidi. E uno di loro, Nicola Guidotti, litiga con la municipale e chiama il Tg5.

- 6

Dopo quello della ‘sosta selvaggia’, al San Luca scoppia il caso dei posti auto per i disabili. La Polizia Municipale ne ha multati diversi negli ultimi tempi per divieto di sosta. A denunciare che qualcosa non va è Nicola Guidotti, invalido civile. Quando arriviamo con la telecamera sotto l’ospedale Guidotti sta litigando con una pattuglia della municipale, che si allontana mentre stiamo arrivando. Il giovane ha anche filmato con il telefonino alcune fasi della concitata discussione. Una signora alla guida di un’auto, che è stata appena multata intanto è scoppiata in lacrime. Sul parabrezza ha il contrassegno degli invalidi. Dice che aveva portato il marito all’ospedale perchè deve sottoporsi a dialisi e non sapeva dove lasciare l’auto.

Già, perchè il primo problema è proprio questo. Come ci spiega Guidotti, gli invalidi quando arrivano al San Luca non capiscono dove devono lasciare la vettura. “Non c’è la segnaletica per capire che uno spazio a disposizione è sulla destra dell’edificio”.

Non solo. Secondo la Cassazione, ricorda Guidotti, comunque chi ha il tesserino da invalido può parcheggiare dove vuole, anche in divieto di sosta, basta che non intralci il traffico.

Guidotti ha annunciato che della questione si occuperà la rubrica l’Indignato speciale, del Tg5. Intanto per il San Luca continuano i soliti problemi. Fioccano le multe contro la sosta selvaggia. Ma gli automobilisti continuano a parcheggiare in divieto. E le navette quando arrivano si trovano in difficoltà. Il piccolo inferno di una struttura che quando è stata progettata, sotto diversi aspetti, non ha avuto tra le sue priorità le esigenze delle persone.

Commenti

6


  1. ma dove vivono questi signori ? Le associazioni a cui si rivolgono, che informazioni forniscono? Al San Luca, gli invalidi, in possesso del relativo contrassegno, DEVONO parcheggiare nel parcheggio del San Luca e, al momento di uscire, dichiarano il n. Del proprio contrassegno e non pagano niente. Gli invalidi che invece fanno terapie o ricevono prestazioni DEVONO parcheggiare negli appositi spazi ubicati sul lato sud dell’ospedale.


  2. Questo è ciò che di getto ho scritto sulla mia pagina facebook (manola salvetti) dove aver visto il vostro
    tg di questa sera….
    ————————————————————————————-

    Vorrei scrivere qualcosa circa una situazione di cui da qualche tempo, parlano i giornali e che questa sera NOI TV ha riportato alla ribalta. Ho visto il filmato ed ho sbottato, perchè ahimè si parla del complesso ospedaliero San Luca che ha sostituito il rimpianto complesso di Campo di Marte… con spreco di denaro pubblico, carenze di ogni tipo ecc… Ci sarebbe molto da dire, ma quello che al momento mi preme è stato dato, come notizia al telegiornale di NOI TV (televisione locale Lucchese) e che probabilmente porterà L’INDIGNATO SPECIALE DI CANALE 5 ad occuparsene! Si è letto e scritto di tutto circa i parcheggi auto e di automobilisti indisciplinati…. si è scritto di multe (giuste) rilasciate dai vigili urbani a chi sostava in maniera sconsiderata, sul percorso delle navette passeggeri….. Sembrava che tutto fosse risolto, con il rifacimento della segnaletica, ma… ahimè nessuno ha pensato ai disabili! In quanto a questo, nemmeno prima di tutto ciò, i disabili avevano vita facile…. i posti a loro assegnati, sono ben distanti dall’ingresso principale… ma ora i vigili urbani stanno dando il “meglio” di loro stessi, dispensando multe ad auto che pur esponendo il tagliando rilasciato appositamente al disabile e posto in bella vista sul cruscotto, parcheggino nei pressi dell’ospedale! Dico solo una cosa, ma ci si rende conto cosa vuol dire disabile??! Io sono una di quelle persone… pur in maniera molto più lieve di altri…. deambulo con l’aiuto di un bastone, deambulo da far pena ed anche con dolore…. Non riesco a guidare… e se lo faccio, accade solo in caso di emergenze… quindi, se dovessi recarmi all’ospedale, dove lascio l’auto? Come faccio a camminare tanto in queste condizioni, dal parcheggio sin dentro l’ospedale (molto dispersivo, interminabili corridoi non adatto a chi deambula male) Che ce lo hanno rilasciato a fare il tagliando?! Ma lo sanno questi signori che l’auto di un disabile può parcheggiare anche in divieto di sosta, purchè non intralci il traffico? E’ proprio vero che se non si tocca con mano, se non ci si immedesima nella situazione non ci si crede! Sindaco Tambellini faccia qualcosa! Questa mattina, hanno multato persino l’auto di una persona che aveva appena fatto la dialisi! Un uomo davanti a tanta arroganza, ha cercato di far ragionare i vigili…ma non c’è stato nulla da fare, di sicuro se ne occuperà l’indignato speciale che verrà contattato! Bella pubblicità per la nostra città…. ancora una volta, devo dare ragione a mio marito… che dice così :” Vedi Manola, quando uno sta bene, non capisce chi soffre, se non lo prova sulla propria pelle… come vuoi che capiscano te? Sai come la pensano in tanti? Che devi stare a casa! Che chi è disabile non deve rompere le scatole ai normodotati!” Mio marito Mario ha perfettamente ragione. Molte volte (quasi sempre…) ci sentiamo tagliati fuori da tutto… non si può andare dove vogliamo , non si può partecipare a nulla se non a due passi da un posto dove sedersi…..quello che una persona normodotata può fare, noi non possiamo farla agevolmente… ma almeno quando ci si deve curare, desideriamo poterlo fare,usufruendo dei mezzi che ci hanno messo a disposizione. Io voglio (e sono) essere uguale agli altri… solo che posso esserlo con più difficoltà, con fatica, con tempi più lunghi ed anche con dolore a volte, ma non voglio essere compatita, ESIGO essere RISPETTATA,come persona! (almeno quello…..) Io mi sono sentita dare della zoppa ed altro….. Sicuramente da persone prive di valori….. ma se ora ci si mettono anche le istituzioni e farci sentire persone di serie Z…privi di ogni diritto allora siamo proprio alla frutta! Questo è tutto. Ed ora buonanotte e scusate lo sfogo… sono anche troppo angosciata! Chi ha visto il tg. mi capirà!

  3. associazione per non morire


    Sanità al San Luca
    Premessa di ordine politico-sociale

    Nel cercare di sintetizzare in modo veramente conciso e, auspichiamo, chiaro, alcune riflessioni sul nuovo Ospedale San Luca, elenchiamo in “ tono” asettico quanto da noi ritenuto inopportuno e poco edificante per una Sanità locale a dimensione di paziente.
    Ricordiamo che l’ospedale nasce da aspetti procedurali ed ambientali alquanto difformi e contraddittori che, all’invero, tra regolamenti urbanistici, verbali di variazione del Piano strutturale e altro, ha portato a certi profili di dissesto idrogeologico ad oggi presenti sul territorio di edificazione e sulle aree limitrofe.
    Ricordiamo che per quanto riguarda l’aspetto economico e finanziario, il nuovo Ospedale, si identifica in un processo in Projet Financing che, all’inizio indicava un costo di 84,7 milioni di euro, per una definitiva spesa di 160 milioni di euro con la copertura del privato di 45 milioni di euro.
    Infine per quanto concerne l’aspetto sanitario, vogliamo ricordare la querelle della mancanza o limitazione dei posti letto nata da una impostazione della Regione Toscana in difformità della legge Balduzzi.
    E’ oramai costatato che, con dati ripetuti in più sedi, vi sono in meno circa 100 posti letto e, aggiungiamo, con un impoverimento delle strutture territoriali che, dovrebbero servire da “filtro” alle degenze.
    Questa premessa è sostanziale in quanto, secondo noi, dell’Associazione per non morire, tutte queste situazioni combinate tra loro ed aggiunte al diminuito periodo di degenza, la carenza di personale, il blocco del turn over e, la prospettata, “messa in pensione” di alcune decine di dipendenti con forma ante-Fornero, costituiscono la base di un ipotetico non rispetto dell’articolo 32 della Costituzione Italiana.
    Con queste fondamenta, la Direzione ASL2, ha attivato un Piano straordinario di “ ridefinizione delle modalità di accesso e delle organizzazione” che, secondo noi, obtorto collo,
    costringe a modellare sulle carenze di ordine strutturale e operativo in evidente affanno di prestazioni.
    Spesso e volentieri chi si reca al servizio Cup, magari per visite di origine specialistiche, si sente dire che le liste sono bloccate,sono chiuse e che, in un secondo momento, alla riapertura delle stesse, si debba recare nuovamente al Cup per fissare la prenotazione.
    O, se sono aperte, come ad esempio la semplice richiesta di elettrocardiogramma e visita cardiologica, ci si può recare a Barga o Castelnuovo, nonostante che, ad oggi la denuncia alla nostra Associazione, si abbia 92 anni e, naturalmente con difficoltà di essere trasportati.
    Questo il quadro reale e facilmente riscontrabile con semplici telefonate conoscitive al Cup Aziendale.
    Ricordiamo che chiudere le prenotazioni ( fenomeno delle così dette liste di attesa bloccate), è una pratica vietata dalla Legge nazionale n. 266/2005.
    Il Sistema Sanitario Locale , secondo noi, è in perenne involuzione e, prova certa è che, sono molti i dipendenti assenti dal lavoro per accertate e giustificate malattie che, derivano da uno stress dovuto alla mancanza di personale, ai turni massacranti, alle situazioni di disagio ambientale, alla mancanza di idonei supporti lavorativi, alla notevole ambiguità e conflitto di funzioni, alle ripetute minacce in azioni disciplinari messe in campo dall’Azienda, e molto altro ancora e, in aggiunta, sottolineiamo che tutto ciò accade sulla pelle di pazienti che hanno reali difficoltà e affetti da gravi infermità o , nei peggiori dei casi, da malattie terminali.
    In un recente documento Aziendale con oggetto “Indirizzi per la programmazione 2015” diretto ai responsabili di struttura ed ai coordinatori infermieristici e tecnici (quindi una minima parte del numero complessivo dei dipendenti), si legge al primo punto “Il raggiungimento dell’equilibrio economico”, di per se legittimo ma secondo noi, naturalmente cela tagli e limitazioni prestazionali.
    Pertanto questo modo di produrre migliore Sanità, al contrario, fa nascere un impoverimento umano e professionale non voluto, indotto da strategie aziendali, ad esempio per la riduzione del personale o, per una continua “caccia alle streghe” in forma moderna per ricorrere a provvedimenti disciplinari per coloro che, pur lavorando nel SSL, osano pensare “diversamente” e quindi rei di poca fedeltà lavorativa, pertanto in questa cornice il San Luca opera ed assiste, si identifica e si sviluppa, ambiente per noi, negativo e, conseguentemente, rivela una azienda gravemente malata.
    In sintesi un mix esplosivo che, in percentuali differenti crea un “disagio assistenziale” molto rilevante e, hainoi, a tutto carico dei pazienti della nostra ASL.
    Nel riordino del SSR, con la nascita di tre mega asl, la Regione Toscana, ha attinto a piene mani dal jobs act che, in sanità, di identifica nel comma 566.
    Questo comma è uno degli oltre 700 della legge di stabilità che, nei fatti concreti, sta opponendo le due categorie che per antonomasia sono a tutela dei cittadini malati: medici ed infermieri.
    Il fulcro principale di questo comma è quello di poter attuare ogni forma di flessibilità a vari livelli professionali e, le competenze avanzate attribuite agli infermieri, fanno parte di un trasferimento medico ad altre figure con un risparmio stipendiale e con , un dumping salariale evidente in quanto, essendo prima attribuite ai medici, una volta eseguite da infermieri non devono essere retribuite.
    Una sorta di demansionamento per Legge di Stato, a tutto spregio di tutela e sicurezza che, come del resto riconosciuto Costituzionalmente, dovrebbero essere i cardini “scientifici” del curare e prevenire malattie a vario titolo.
    Un demansionamento che, con questo comma horribilis, si espanderà a tutto il personale sanitario con conflittualità e carenze assistenziali.
    Semplificando, per ridurre il costo del lavoro in Sanità, ( che in percentuale è quello più cospicuo) si mettono in concorrenza le professioni.
    Vicarianza delle professioni, fungibilità delle competenze, demansionamento a catena.
    Siamo dell’opinione che, con l’avvallo di soggetti istituzionali, ordinistici e sindacali, a breve termine si potrà arrivare ad una sorta di “diretta assunzione a minimi costi” di tutte le professionalità che concorrono alla salute dei cittadini.
    Una provocazione, in presenza di un notevole numero di malati anziani e non autosufficienti, perchè non attribuire mansioni infermieristiche a badanti e prevedere corsi di formazione di poche ore???
    Su questi binari “vive” anche il nostro nuovo Ospedale, il San Luca è un vero contenitore di assoluta decapitalizzazione del lavoro professionale, considerandolo non il vero valore aggiunto ma, il principale costo da aggredire.
    La Regione Toscana, esaurite le politiche accademiche e consuete: riorganizzazione, razionalizzazione, appropriatezza, sta destrutturando il SSR.
    I sistemi attuati essenzialmente quattro: centralizzazione della governance ( 3 ASL), privatizzazione sanitaria con assicurazioni o altre forme mutualistiche, taglio dei posti letto e, naturalmente, ridimensionamento numerico del personale sanitario.
    In Toscana, è risaputo, vi sono, secondo il riordino del sistema sanitario Regionale, circa 1800 esuberi e, quindi nella nostra ASL circa 250-300 dipendenti che nei prossimi anni saranno “allontanati” e mai sostituiti con la conseguenza diretta di limitazione o chiusura di servizi sanitari al cittadino.
    Ricordiamo, per concludere con un accento “roseo” che negli ultimi anni la Sanità ha perso circa 15000 posti di lavoro.

    ASSOCIAZIONE PER NON MORIRE


  4. Egregio signore.,perché un invalido possa parcheggiare al parcheggio del san Luca, bisogna che sia una disabilità non motoria, altrimenti non vedo proprio come possa sobbarcarsi il percorso sin dentro la.’ospedale specialmente se il posto è distante. È il mio caso, io frantumò poco e con sostegn si immagina se il posto auto è lonlontano ? Forse lei non ha questi problemi. E si auguri di non averne mai. Più
    Non ci interessa il lato economico…. Il parcheggio se si deve pagare ,lo si paga, il problema è per i posti auto per disabili distanti.. Davanti al San Luca, c’è tanto spazio sprecato, tanto marciapiede inutile,quello spazio poteva essere adibito a posti auto per emergenza, o per disabili. Mi rendo conto che per la società siamo un peso, ma fino a che il Signore ci lascia in vita, dovrete sopportarci. Buona giornata.

    I


  5. Vorrei correggere una parola del mio commento precedente, siccome ho usato il cellulare e non il PC la digitazione è un poco difficoltosa a causa della tastiera….
    Volevo dire che deambulo male e con bastone… Scusatemi.

Lascia un commento