Cgil, Cils e Uil dicono no ai negozi aperti a Pasqua e Pasquetta

FIRENZE - Le organizzazioni sindacali di categoria, Filcams, Fisascat e Uiltucs regionali ribadiscono la contrarietà alle aperture dei negozi per le prossime festività civili e religiose e chiedono il rispetto del significato e del valore sociale di dette festività.

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negozi

“Le liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive attuate dal decreto “Salva Italia” – si legge in una nota dei sindacati –  si sono rivelate negative, non hanno portato nessun aumento dell’occupazione, nessun aumento dei consumi, ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, aumentato la precarietà e l’assenza di ogni regola minima di concertazione sulla programmazione delle aperture e degli orari di lavoro.
Filcams, Fisascat e Uiltucs Toscana, avendo sostenuto la raccolta di firme per la proposta di Legge di iniziativa popolare, riconfermano la necessità di modificare la Legge sulle liberalizzazioni e chiedono che venga discussa in Aula la proposta di riforma, che invece è ancora ferma in Commissione Parlamentare.
La nuova Legge deve rimettere la materia delle aperture domenicali e festive e delle aperture commerciali alle competenze Regionali e Comunali, attraverso il confronto fra le parti Sociali, demandando ai territori, previa concertazione, la loro definizione, per un modello sostenibile del commercio, per città più vivibili, all’insegna della cultura e non del solo consumo, per una maggiore contrattazione in difesa dei più deboli, per la difesa dei valori civili e religiosi che queste festività rappresentano. Per questo i tre sindacati proclamano l’astensione dal lavoro e lo sciopero per l’intera giornata per le prossime festività di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e primo maggio”.

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