FIRENZE - Il presidente della Regione chiede al Governo di adeguare i parametri. Timore di chiusure in Toscana: "Diverse realtà sotto i cinquecento parti l’anno"
Soglie e parametri da rivedere per autorizzare l’apertura di punti nascita. È un vero e proprio appello, e allo stesso tempo un allarme, quello lanciato al Governo dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall’assessore alla sanità Monia Monni, abbracciando uno dei problemi che affliggono la Toscana così tutta l’Italia, quello della denatalità. Ad oggi sono attivi ventidue punti nascita in tutta la Regione, e tre di questi, tra cui quello di Barga, operano già da tempo in regime di deroga ministeriale, in quanto sotto la soglia dei cinquecento parti.
“La situazione mi preoccupa – dice Giani –. In diverse realtà ospedaliere della Toscana siamo già sotto i cinquecento parti l’anno”. Si tratta di sei punti nascita (Portoferrario, Barga, Borgo San Lorenzo, Montepulciano, Poggibonsi, Montevarchi) con un settimo – Cecina – che si sta avvicinando pericolosamente alla soglia. Anche tra i punti di secondo livello, dove i parti dovrebbero essere almeno mille l’anno, c’è chi soffre: alle Scotte di Siena sono scesi sotto.
“Ho paura – prosegue il presidente – che nello stare dietro solo ai numeri il Ministero e il Governo, così come hanno deciso di commissariare la Toscana sull’accorpamento scolastico, ugualmente possano imporre la chiusura dei punti nascita: una scelta che avrebbe evidenti e pesanti riflessi sui territori”. “Noi faremo di tutto, come sempre abbiamo fatto, per portare avanti richieste di deroghe, ma è il governo e il ministero che alla fine decide” chiarisce Monni . “Non si può – aggiunge – ridurre i servizi così tanto da renderli rarefatti e complicare il vivere in un territorio. E’ una battaglia che vogliamo portare avanti in maniera condivisa anche con le altre Regioni, perché purtroppo il calo e l’inverno demografico che stiamo vivendo non riguarda soltanto la Toscana”.
Giani prova ad avanzare una proposta concreta. “Portiamo – auspica – la soglia da cinquecento a quattrocento parti l’anno per i punti nascita di primo livello e da mille a ottocento per le realtà di secondo livello”. Ma serve forse anche altro. “Facciamo nascere i figli nel territorio dove uno risiede – auspica il presidente – : nell’area metropolitana fiorentina c’è la tendenza ad andare alla maternità di Careggi e questo rischia di portare sotto i cinquecento parti altre realtà”.
