CAMAIORE - L'incontro tra amministrazione comunale, Prefetto, Questore e vertici provinciali delle forze dell'ordine, svoltosi dopo la grave rissa che si è consumata al Lido all'alba di domenica 21 maggio, ha chiarito come Camaiore non sia una città pericolosa, ma necessiti comunque di alcuni piccoli interventi per migliorare ulteriormente sicurezza ed ordine pubblico, come una lista delle zone "a rischio" e un tavolo con le associazioni di categoria.
Camaiore non ha bisogno di alcuna “zona rossa”, ma adotterà comunque dei provvedimenti meno coercitivi per migliorare la sicurezza in città. È questo l’esito dell’incontro avvenuto nella mattinata di mercoledì tra l’amministrazione comunale, il Prefetto Cristina Favilli, il Questore Edgardo Giobbi e i vertici delle forze dell’ordine provinciali in seguito alla rissa scoppiata a Lido di Camaiore all’alba di domenica 31 maggio. Camaiore non sarebbe infatti caratterizzata da criticità strutturali o croniche legate a sicurezza ed ordine pubblico. Episodi come quello appena avvenuto sarebbero infatti casi isolati, che però, si legge in una nota del sindaco Marcello Pierucci, devono essere gestiti con fermezza e tempestività. Da qui la decisione di attuare una piccola modifica al Regolamento di Polizia Urbana, che individuerà le zone dove si sono verificati episodi critici o dove potrebbero svilupparsi in futuro, ma con l’unico obbiettivo di agevolare gli eventuali futuri interventi delle forze dell’ordine. Il Comune ha inoltre deciso di aprire un tavolo con le associazioni di categoria direttamente interessate dal tema, che si dovrebbe riunire a breve, in modo da analizzare i vari fenomeni e valutare congiuntamente provvedimenti amministrativi mirati per i singoli casi.
