Il Presidente Mattarella in visita all’ospedale di Grosseto

Il Presidente Mattarella in visita all’ospedale di Grosseto

Redazione

di Redazione

GROSSETO - Qui nel 2009 è nato il Codice Rosa, il percorso di tutela delle vittime di violenza oggi attivo in tutta Italia

“Il fenomeno della violenza sulle donne, nei confronti di chiunque, è un’emergenza di primaria importanza della vita del nostro paese”. Sono parole chiare quelle del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rilasciate durante la visita alla “Stanza Rosa” del Pronto Soccorso dell’Ospedale Misericordia di Grosseto. Qui è nato, nel 2009, il Codice Rosa, per un’intuizione della dottoressa senese Vittoria Doretti, a fianco del Capo dello Stato nella sua visita insieme al presidente della Regione Eugenio Giani e a Biancamaria Rossi, direttrice generale facente funzione della Asl Toscana sud est.

Un appuntamento dal forte significato, con la Toscana ancora sconvolta dal tragico omicidio di Lorena Isceri per mano dell’ex compagno. “I numeri sono negativamente significativi – ha proseguito il Capo dello Stato -. L’anno passato 97 femminicidi, quest’anno nel primo semestre già 34”. Per Mattarella l’impegno è quello “non soltanto di impedire, di reprimere – conclude il Presidente della Repubblica – ma quello di prevenire, cancellando questa sorta di ritardo, di carenza culturale”.

Il Codice rosa muove, come detto, i primi passi nel 2009 a Grosseto, mentre nel 2011 diventa regionale. Da lì l’esperimento si estende ad altre Asl, per arrivare a coprire l’intero territorio toscano. La rete nasce nel 2016 e il progetto, all’inizio solo sanitario, diventa nel tempo socio-sanitario.

LE DICHIARAZIONI
“Orgoglio e impegno a proseguire il lavoro realizzato” 
“Siamo orgogliosi  – sottolinea il presidente della Toscana, Eugenio Giani – che il presidente Mattarella abbia scelto Grosseto e la Toscana per accendere un riflettore, necessario, sui femminicidi, parlando di un’esperienza positiva qui nata al fianco delle vittime che hanno subito violenza: donne ma anche bambini e chiunque per discriminazione e pregiudizio è oggetto di crimini d’odio”. “Questa sensibilità e attenzione  prosegue – è diventata in un luogo della nostra sanità prima un progetto e poi una rete, contribuendo anche a cambiare il modo in cui si affronta la violenza contro le donne.  La scelta di Grosseto e della Toscana è un riconoscimento enorme al lavoro, di squadra, che qui è stato fatto, diventato negli anni un punto di riferimento anche oltre i confini della Regione”. “La presenza del presidente Mattarella – conclude Giani – testimonia quanto lo Stato italiano senta la necessità di un impegno forte affinché il contrasto alla violenza e ai femminicidi  possa esser sempre più incisivo ed entrare nella cultura del nostro Paese e del terzo millennio per  un autentico salto di civiltà”.

“Accogliere il presidente della Repubblica è un onore – dice l’assessora alla sanità, Monia Monni -: soprattutto per quello che la visita rappresenta. Arriva infatti in un momento in cui il nostro Paese continua a essere ferito da troppi femminicidi e da troppe storie di violenza contro le donne e il Presidente della Repubblica ha scelto di mandare un segnale forte della presenza delle istituzioni.” “Il Codice Rosa – prosegue Monni – è un percorso che la Toscana ha scelto di sostenere, far crescere e portare in tutto il territorio regionale, fino a contribuire anche alla costruzione delle linee guida nazionali. E’ una storia di cui la Toscana deve essere orgogliosa”. “Il nostro prossimo impegno – conclude – sarà rafforzarlo ulteriormente, continuando a lavorare affinché la nostra sanità sia sempre più capace di riconoscere le differenze, contrastare le disuguaglianze e garantire a ogni persona ascolto, protezione e cura. È proprio dall’esperienza del Codice Rosa che nasce la strategia DE&I, che ne rappresenta un’evoluzione: un modello che parte dal riconoscimento delle differenze per costruire una sanità sempre più equa e inclusiva. Ed è su questa strada che vogliamo continuare a investire”.

“Il Codice Rosa ci ricorda che il contrasto alla violenza di genere passa anche dalla capacità di intercettare la violenza, riconoscerla e offrire alle donne un luogo sicuro in cui sentirsi accolte, ascoltate e protette – sottolinea l’assessora regionale alla parità di genere, Cristina Manetti –. La visita del presidente Mattarella a Grosseto dà ancora più forza a un’esperienza nata in Toscana e diventata patrimonio nazionale. Un’esperienza che abbiamo voluto valorizzare anche all’interno de “La Toscana delle Donne”, perché rappresenta concretamente quella rete di competenze, sensibilità e responsabilità condivise che è fondamentale per prevenire e contrastare la violenza”. “Dietro il Codice Rosa – conclude Manetti – c’è infatti un lavoro che ha saputo trasformare un’intuizione in uno strumento concreto di tutela. È questa la direzione su cui dobbiamo continuare a lavorare: rafforzare la prevenzione, aiutare le donne a far emergere la violenza prima che sia troppo tardi e costruire una cultura del rispetto e della parità capace di agire sulle sue radici”.

“Il fatto che il Presidente della Repubblica abbia voluto omaggiare il personale della rete del Codice Rosa è per noi un onore che gratifica enormemente il lavoro partito da qui nel 2009 – dichiara Biancamaria Rossi, direttrice generale f.f. della Asl Toscana sud est -. Il ruolo multidisciplinare del Codice Rosa è ciò che fa la differenza nel contrasto alla violenza, perché nasce da un’intuizione precisa: quella della dottoressa Doretti e di tantissimi altri protagonisti di questa iniziativa, che hanno scelto di mettere al centro la persona fragile, accolta in modo tempestivo in ambito sanitario all’interno del Pronto soccorso”.

“La visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ci riempie di orgoglio ed è il segno evidente che le istituzioni credono in questo percorso e che il lavoro di questi anni è stato fondamentale – sottolinea Vittoria Doretti, responsabile della Rete regionale Codice Rosa -. Il mio ringraziamento va a tutte le professioniste e ai professionisti, sanitari e non, che dal 2009 hanno lavorato fianco a fianco per permettere che il Codice Rosa diventasse quello oggi è diventato: un sistema di protezione di tutte le persone vittime di violenza”.