LUCCA - Tanti visitatori in fila a Palazzo Mazzarosa, a Lucca, per ammirare le sete e i soffitti affrescati dell’Atelier Ricci nelle Giornate d’Autunno del FAI. Patrizia Ricci: "La bellezza va condivisa, qui si può entrare ogni giorno"
È sicuramente un’emozione per Patrizia Ricci vedere la lunga fila di persone che, come fuori da un museo, attende di entrare pazientando in coda per visitare il suo atelier, in occasione delle Giornate d’Autunno del FAI. Anche se la creatrice di moda ci tiene a precisare che la sua attività è possibile visitarla ogni giorno. “Perché, secondo me, la bellezza va condivisa e non serve a niente avere un posto così bello se uno poi lo tiene chiuso come uno scrigno”
Nel 1995 lo stilista lucchese Piero Ricci, il padre di Patrizia, trasferì qui il suo atelier, nell’antico Palazzo Mazzarosa, all’angolo tra via Burlamacchi e via San Paolino, e restaurò tutte le stanze, usando preziose sete colorate per tappezzare le pareti di questo edificio dagli splendidi soffitti affrescati.
“Come FAI cerchiamo sempre di proporre qualcosa di nuovo”, spiega Ugo Supino, delegato FAI Lucca. “E qui l’obiettivo era proporre un viaggio in questo posto incredibile che è l’Atelier Ricci, che è inaspettato. Perché quando si cammina per le strade di Lucca, i palazzi sono austeri, e non ci si aspetta di entrare in un luogo così. Non è una visita, è una vera scoperta, è un posto straordinario…”
