Lucca, 2 giugno; il tricolore sulla Torre Guinigi e le onorificenze al merito della Repubblica

LUCCA - In occasione del 2 giugno i Vigili del Fuoco di Lucca hanno sistemato una grande bandiera italiana su uno dei luoghi simbolo della città. In cortile degli Svizzeri la consegna delle onorificenze.

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La torre Guinigi, uno dei simboli della città di Lucca, vestita di tricolore, per celebrare il 2 giugno, festa della Repubblica. Lo scenografico regalo alla città è firmato dai Vigili del Fuoco che, in accordo con il Comune, hanno voluto testimoniare in modo ben visibile una data importante per il nostro paese. In queste immagini, fornite sempre dai Vigili del Fuoco di Lucca, possiamo vedere alcune fase dell’imbandieramento della torre, lavoro eseguito da quattro vigili del del comando provinciale, specializzati in tecniche alpinistiche, che  hanno agganciato e messo in sicurezza il grande tricolore a circa 40 metri di altezza.

Come da tradizione, cerimonia ufficiale in cortile degli Svizzeri. Dopo la lettura del messaggio del presidente della Repubblica e l’intervento del Prefetto Giovanna Cagliostro, c’è stato spazio per la lettura di alcune riflessioni degli alunni delle scuole elementari ‘Lombardo – Radice’ e di uno studente del Polo Tecnico Scientifico ‘Fermi – Giorgi’.

Poi, si è passati alla consegna delle onorificienze.

Nominato commendatore Pietro Pietrini docente dell’Università di Pisa, per i suoi studi sui meccanismi molecolari alla base di emozioni e comportamenti.

Nominato ufficiale il capitano Angelo Cortopassi, che ha partecipato alle operazioni di salvataggio nel disastro della Moby Prince a Livorno nel 1991.

Poi, i nuovi Cavalieri. La dottoressa Piera Banti, referente del Codice Rosa al pronto soccorso di Lucca. Eliseo Micheletti, imprenditore, che si è distinto negli interventi di aiuti alle popolazioni svantaggiate come quelle del Saharawi. Giuseppe Bonuccelli, caposquadra dei Vigili del Fuoco a Viareggio, promotore del libro che racconta il ruolo dei Vigili nel disastro ferroviario del 2009. Lucia Amadei, la prima donna medico in Versilia, da sempre impegnata nel volontariato.
Mario Marsili, dipendente comunale a Pietrasanta, che si è distinto per lo spiccato senso del dovere. Mario è il figlio di Genny Marsili. La madre, all’epoca lui aveva 6 anni, riuscì salvarlo dall’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. E Genny prima di morire colpì in faccia con uno zoccolo la Ss tedesca che poi la finì con una scarica di mitra.
Stefano Pierotti, ex poliziotto e direttore per la sede di Seravezza della Società di vigilanza privata “Global Security Group” che ha portato avanti una speciale campagna per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Daniele de Cesari, comandante del Reparto Volo della 46° Brigata Aerea di Pisa che ha partecipato a numerose missioni di soccorso umanitario in Europa, Africa e Medio Oriente.

Poi, c’è stata la consegna delle medaglie d’onore ai dportati nei lager nazisti. La prima a Dvide Massei. Poi, alla memoria di Daniele Bernardi, Vincenzo Fenudi e Duilio Graziani.

Infine, le medaglie d’oro alle vittime del terrorismo. Al caporal maggiore Fabio Ricciardi, ferito a seguito di un’esplosione durante
un’operazione militare in Afghanistan, nel 2011. E all’appuntato scelto dei carabinieri Donatello Sapone, ferito nel corso della missione internazionale di soccorso a Mogadiscio nel 1993.

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