Pioppogatto e cattivi odori: un rebus solo in parte risolto

VIAREGGIO - Non una certezza, ma quasi. La fonte dei cattivi odori a Viareggio e dintorni è "con alta probabilità" l'impianto di Pioppogatto. A scriverlo è il Dipartimento di Lucca di Arpat nella relazione depositata a seguito dei controlli eseguiti tra luglio a novembre scorso.

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L’agenzia regionale per l’ambiente, dopo i tanti sopralluoghi, ha elencato le soluzioni tecniche che la Regione deve intimare ad Ersu, la società che da aprile 2017 gestisce l’impianto di valorizzazione e recupero dei rifiuti urbani.

Arpat rileva inoltre le “pessime condizioni dell’impianto” ereditato da Ersu dalla vecchia gestione di Vera, in parte arginate grazie agli adeguamenti fatti quest’anno per circa un milione di euro. Ma la vera causa individuata sarebbe il sovraccarico di lavoro che Pioppogatto ha subito la scorsa estate per l’arrivo di rifiuti fuori Versilia, quando arrivarono camion carichi di spazzatura da Viterbo (centinaia di tonnellate alla volta), in virtù di un accordo tra le Regioni Toscana e Lazio.

Esultano i comitati viareggini, che da sempre puntano il dito su Pioppogatto. Scettica l’amministrazione di Massarosa. “Ancora non c’è nessuna certezza” – sottolinea il sindaco Franco Mungai. “I rifiuti da Viterbo gli altri anni non c’erano, mentre i cattivi odori si sentono da decenni. La cause quindi sono anche altre.”

Gli interrogativi restano molti. Perchè nessuno degli enti deputati al controllo, la stessa Arpat, si è mai accorto prima che Pioppogatto versava in cattive condizioni? E perchè intimare una riduzione dei rifiuti da fuori Versilia quando è stata la Regione ad autorizzarli in misura persino maggiore?

Anche su questo si dovrà fare chiarezza giovedì prossimo, 18 gennaio, a Firenze, in un incontro tra sindaci, Regione, Arpat e comitati.

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