Allarme vespa velutina in Toscana: 1.300 nidi distrutti, ma il pericolo resta

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Allarme vespa velutina in Toscana: 1.300 nidi distrutti, ma il pericolo resta

Redazione

di Redazione

FIRENZE - Il calabrone arrivato dall'Asia continua a minacciare api e biodiversità, con Lucca e Massa-Carrara che sono le province più colpite. Il piano regionale 2023-2025 ha eliminato oltre mille nidi, ma la Regione annuncia nuove strategie di monitoraggio, formazione e sostegno agli apicoltori, garantendo risorse anche per il 2026

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L’allarme vespa velutina, particolarmente grave nelle province di Lucca e Massa-Carrara, è arrivato in Regione, dove si è fatto il punto sul Piano di gestione di questa emergenza nel triennio 2023-2025, in un confronto tra soggetti istituzionali, ricercatori e operatori del settore delle api.

Quella della vespa velutina è infatti una minaccia concreta all’intero settore: essendo predatore diretto delle api mellifere il calabrone asiatico a zampe gialle causa perdite degli alveari che arrivano fino al 50 per cento. Eliminando i principali responsabili dell’impollinazione e della riproduzione delle piante, la vespa velutina contribuisce alla perdita di biodiversità vegetale. Studi recenti calcolano in 62 il numero di specie a rischio di estinzione in Toscana.

Durante i lavori sono emerse proposte di revisione delle metodiche previste per il contenimento della specie, alla luce dell’esperienza dei tre anni di attuazione del piano e anche in considerazione del significativo bilancio nel triennio: sono stati eliminati circa 1.300 nidi di vespa velutina, oltre il 90 per cento dei quali nelle province di Massa-Carrara e Lucca.

“La difesa dell’apicoltura toscana è una priorità strategica per la Regione”, ha commentato Leonardo Marras, assessore all’economia, al turismo e all’agricoltura della Regione Toscana, “perché non si tratta soltanto di un comparto produttivo di grande valore economico e occupazionale, ma di un presidio fondamentale per la tutela della biodiversità e dell’equilibrio dei nostri ecosistemi. I risultati ottenuti dal Piano di gestione negli ultimi anni, dimostrano che il lavoro di squadra tra istituzioni, mondo della ricerca e associazioni sta producendo effetti concreti; dobbiamo però essere consapevoli che la vespa velutina è una minaccia strutturale e non episodica. Per questo intendiamo rafforzare il sistema di monitoraggio, investire in innovazione e formazione, sostenere gli apicoltori e consolidare il coordinamento tra enti locali e comunità scientifica. La Regione continuerà a garantire risorse e strumenti adeguati, finanziando l’attuazione del piano anche nel 2026, perché proteggere le api significa proteggere l’agricoltura, la qualità delle nostre produzioni, la biodiversità e il futuro del territorio toscano”.