Finti carabinieri rubano 15mila euro di gioielli a Nozzano: beccati e arrestati

Finti carabinieri rubano 15mila euro di gioielli a Nozzano: beccati e arrestati

Redazione

di Redazione

LUCCA - I due - un 20enne ed un 55enne, il primo di origini egiziane ed il secondo italiano, entrambi residenti in provincia di Napoli, disoccupati, con precedenti di polizia - sono stati arrestati dai Carabinieri.

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia e della Stazione di Nozzano hanno arrestato un 20enne ed un 55enne, il primo di origini egiziane ed il secondo italiano, entrambi residenti in provincia di Napoli, disoccupati, con precedenti di polizia, per il reato di truffa aggravata in concorso. Alle 11:40 dello scorso sabato, un equipaggio in abiti civili e con auto “civetta” della Sezione Operativa della locale Compagnia Carabinieri, mentre svolgeva un servizio di monitoraggio nei pressi della stazione ferroviaria di Lucca, intercettava un’utilitaria con due soggetti a bordo, che in relazione all’atteggiamento degli occupanti e per il fatto che risultava essere stata presa a noleggio a Napoli, destava il sospetto che potesse essere coinvolta nel reato della cosiddetta truffa “del finto operatore di polizia”.

In ragione di questo sospetto, i Carabinieri intraprendevano un pedinamento della vettura, che seguivano fino alla frazione di Nozzano, dove si fermava nei pressi di alcune abitazioni. Dopo pochi istanti, dal veicolo scendeva l’uomo più giovane, che procedeva a piedi nella strada monitorando continuamente lo smartphone che aveva in mano, fino ad entrare all’interno di una corte. Dopo circa 10 minuti, il ragazzo ritornava con passo deciso verso il veicolo, sistemandosi uno zaino sulle spalle. Date le circostanze, i Militari dell’Arma decidevano d’intervenire e bloccavano il veicolo sbarrandogli la strada qualificandosi come Carabinieri. A questo punto il 55enne che era alla guida rimaneva intrappolato all’interno del veicolo, mentre il 20enne, che si era reso conto di essere stato scoperto, scappava a piedi in direzione di una casa disabitata, dove si disfaceva dello zaino lanciandolo in un fosso e poi si dirigeva verso un’area boschiva, dove tentava invano di fare perdere le sue tracce. Dopo qualche centinaio di metri, il ragazzo veniva raggiunto e bloccato da un Militare, che unitamente ai colleghi della Stazione di Nozzano giunti in ausilio, lo metteva in sicurezza. Veniva quindi immediatamente recuperato lo zaino del 20enne all’interno del quale veniva rinvenuto un canovaccio da cucina con all’interno un consistente quantitativo di monili in oro del valore di 15mila euro.

Le successive verifiche fatte dai Militari dell’Arma consentivano di accertare che i preziosi recuperati erano il provento di una truffa perpetrata con la tecnica del “finto carabiniere” a danno di una signora 58enne del luogo. In particolare, intorno alle 11, la donna veniva contattata all’utenza telefonica domestica da un uomo, che dopo essersi presentato come “maresciallo dei carabinieri” la esortava a mandare immediatamente il marito presso la Stazione Carabinieri di San Concordio, per una comunicazione urgente. Dopo avere avuto contezza che l’uomo era uscito di casa, in quanto anch’egli era in linea con un altro sedicente carabiniere, l’interlocutore approfittava dello stato di ansia della signora e la alimentava ulteriormente, dicendole che con il documento d’identità del marito era stata noleggiata una macchina con la quale era stata perpetrata una rapina, avvertendola delle gravi conseguenze previste in caso di complicità. Successivamente, il sedicente carabiniere chiedeva alla signora se era in possesso di preziosi e monili in oro, facendole fare un accurato elenco, informandola poi, che sarebbero stati prelevati da un sedicente “perito del tribunale”, che dopo averli visionati al fine di escludere che potessero essere il provento della predetta rapina, glieli avrebbe restituiti. Mentre era ancora in linea con l’interlocutore, presso la casa della signora si presentava il 20enne che ritirava il “bottino” e si allontanava senza sapere che all’esterno lo aspettavano i Carabinieri “veri”. Gli arrestati, dopo le formalità di legge, venivano tradotti presso la casa circondariale di Lucca, dove permangono a disposizione dell’autorità giudiziaria.